Sabato 06 Giugno 2020
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Rassegna stampa Alcol e guida del 23 agosto 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta


CORRIERE ROMAGNA

Guido con Prudenza ritira 538 patenti

RIMINI - Si è conclusa la terza campagna "Guido con prudenza", che, nella provincia di Rimini, ha portato la Polstrada a controllare 4.210 veicoli e 4.670 persone nei fine settimana tra il 15 luglio e domenica scorsa. 540 le persone denunciate per guida in stato di ebbrezza e 538 le patenti ritirate. Un’altra denuncia invece è stata fatta per detenzione di stupefacenti, mentre sono stati sequestrati 15 veicoli, 600 euro e 300 franchi svizzeri in contanti e 30 pastiglie di dubbia provenienza. La polizia ha inoltre ritirato 25 carte di circolazione per mancata revisione dell’auto e detratti in tutto 6461 punti-patente. Anche una nota positiva: agli autisti disciplinati sono stati regalati 1072 biglietti omaggio per le discoteche aderenti alla campagna. L’iniziativa - organizzata da Fondazione Ania, Polizia di Stato ed il Silb, l’associazione degli imprenditori dei locali da ballo e giunta alla terza edizione - si ripromette di contrastare il fenomeno delle stragi del sabato sera. Oltre che in Romagna, anche in altre zone turistiche italiane come Jesolo, l’Argentario, Latina e Sassari, i ragazzi erano invitati a nominare il proprio "Bob", cioè colui che sceglie di non bere per riaccompagnare a casa i propri amici. Già all’uscita dei locali i ragazzi potevano ritirare, insieme a un gadget, un kit per il test dell’alcol, con cui verificare liberamente l’ eventuale stato di ebbrezza. Se i giovani incappati in una pattuglia e risultati negativi alla prova dell’etilometro, hanno usufruito di ingressi gratuiti in discoteca nel fine settimana successivo.


CORRIERE ADRIATICO

Elevate 56 contravvenzioni

PORTO RECANATI - E’ forte il dispositivo messo in atto dai carabinieri della Compagnia di Civitanova, guidata dal tenente Domenico Candelli, per garantire un tranquillo svolgimento dei giorni centrali dell’estate. E così, oltre ai controlli di cui parliamo nel servizio a fianco, i carabinieri hanno tenuto attentamente d’occhio anche la viabilità. Infatti, nell’ambito dell’operazione “Estate sicura 2006” sulla strada statale 16 “Adriatica” , sono state ritirate cinque patenti per guida in stato di ebbrezza e sei carte di circolazione. I militari dell’Arma hanno altresì elevato contravvenzioni per complessive 56 violazioni alle norme del codice della strada vigente.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
INTERVENTI / Rolli, consigliere di Cutrofiano 

«Ma la pizzica non deve servire per ubriacarsi»

Nicola Caputi, medico in Campi, nel 1741 scriveva che le tarante «causano con il loro morso la malattia chiamala tarantismo per la cui cura non v ’è altro rimedio più praticabile, come ha dimostrato l’esperienza, della terapia musicale». Buona pace a tutti i moderni inventori di riti propiziatori, era già noto tutto nell’antichità: la musica guariva ai tempi di Salomone come ai tempi di Pitagora, ai tempi di Esculapio come ai tempi di Seneca. Ma oggi, la pizzica è musica terapeutica, come da tradizione? Ci piacerebbe dire di si. Assistiamo spesso a concerti della Notte della taranta nei vari paesi salentini. Ci sentiamo orgogliosi della nostra musica, di averla recuperata dal dimenticatoio, grazie anche ai compaesani Uccio Bandello, Uccio Aloisi, ecc. Siamo grati a tutti quei musicisti che dedicano studio e ricerca musicale ai ritmi delle tarantate. Ci conoscono in tutto il mondo per la «pizzica». Ma non sono tutte rose e fiori: il fenomeno comincia a degenerare. Basta soffermarsi, dopo alcuni concerti, a guardare lo spettacolo dei resti lasciati, a luci spente, in giro nei paesi. Ultimo, domenica 20 agosto a Cutrofiano. Concerto autorizzato nel bel centro del paese! Si poteva prevedere l’azione di alcuni incoscienti? Si poteva emettere apposita ordinanza sindacale per vietare l’asporto delle bottiglie di vetro dai vari bar? Si potevano mettere a disposizione più’ bagni chimici? Si potevano mettere più’ contenitori di rifiuti? E non ultima più’ vigilanza. Niente in contrario per chi ha deciso di condividere la sua vita con un cane. Ne ho uno anch’io, e gli voglio molto bene. Si usa dire: «il cane somiglia sempre al padrone, perché è il padrone che lo educa». Il brutto viene quando è «il padrone che somiglia al cane». Oli escrementi di un cane sul marciapiede sono ammissibili. La legge, infatti, impone al padrone di munirsi di scopa, paletta e sacchetto per la rimozione dell’incomodo. Ma la stessa legge non può imporre al cane di ripulire ciò che lascia su marciapiedi e soglie il suo padrone. Cosa hanno a che fare le pisciate, le vomitate e... altro con la pizzica? Quale affare abbiamo fatto ad attirarci certo turismo... culturale? Il salentIno, generalmente votato alla discrezione, all’accoglienza, al dialogo, come pensa di attirare il «turismo di qualità» tanto sbandierato da certi politici sui giornali, se poi i risultati sono questo turismo? La realtà è che si predica bene e si razzola male, molto male. E’ possibile che la pizzica, per alcuni, è solo un pretesto per ubriacarsi, pisciarsi, vomitare e lasciare agli altri l’incomodo? Quale è il messaggio che passa da queste iniziative alle nuove generazioni? Si è «anormali» se non si passeggia con una bottiglia di birra o una tonica di vino? Non è difficile capirlo: tutto permesso, tutto concesso, e i contenuti culturali vanno a farsi benedire. Alla faccia delle attività di prevenzione all’uso di bevande alcoliche svolte da pochi volontari. Aveva ancora ragione Nicola Caputi, medico in Campi, nel 1741; «non hanno mai osservato una tarantata, né mai hanno conosciuto questa regione e fabbricano sentenze su cose che non conoscono». Siamo quasi ad un ricorso storico. Oriele Rolli (Consigliere comunale di Cutrofiano)


CORRIERE ROMAGNA

Spiaggia ok, mare “così così”

Marina di Ravenna - Un giudizio fra luci e ombre è quello che emerge dal “test casuale” che l’equipaggio della Goletta Verde di Legambiente, in occasione della tappa a Marina di Ravenna di sabato 12 agosto, ha realizzato ponendo, a 100 turisti, domande sul gradimento della località.Gli intervistati, sia uomini che donne, avevano un’età compresa fra i 20 e i 60 anni. Non si è trattato di un campione selezionato secondo criteri statistici, ma di interviste realizzate con chi ha accettato di rispondere alle domande.Il giudizio sulla situazione urbanistica della località è complessivamente buono per il 44 per cento degli intervistati, mentre il 24 lo considera sufficiente e il 16 mediocre. Nessuno lo ha giudicato ottimo o insufficiente.Per quanto riguarda la conservazione e protezione delle aree naturali, il 36 per cento ha espresso un giudicio “buono”, mentre il 24 per cento si è limitato a dare un voto di sufficienza. Una fetta consistente, il 32 per cento, ha, invece, dato un giudizio nettamente negativo, oscillante tra il mediocre e l’insufficiente. Alcuni, in particolare, hanno lamentato l’incuria e la scarsa fruibilità della pineta. Molto apprezzati, invece, sono risultati i beni culturali di Ravenna.Particolarmente sgradito è risultato l’aumento di traffico nei fine settimana. Una situazione di cui si è lamentato il 72 per cento degli intervistati. Negli altri giorni della settimana, invece, il traffico è stato giudicato normale o addirittura scarso. I turisti hanno notato anche un aumento dei mezzi pubblici a basso impatto ambientale, che ha favorevolmente colpito il 56 per cento degli interpellati. Vengono giudicati positivamente anche l’aumento dell’uso della bicicletta e la realizzazione del parcheggio scambiatore di via Trieste.Tra le “ombre”, oltre alla già segnalata questione del traffico figura anche la rumorosità del paese. Oltre i tre quarti degli intervistati, infatti, sostiene che negli ultimi anni vi sia stato un aumento del rumore ed un peggioramento della qualità dell’aria. Il primo problema viene collegato soprattutto al traffico, in particolare serale e notturno, dei weekend, mentre il secondo viene fatto risalire alla presenza di stabilimenti industriali alle spalle della località.Le spiagge ottengono un giudizio positivo dal 92 per cento dei partecipanti al test (il 52 per cento ha espresso un giudizio di sufficienza, il 40 per cento buono), mentre se la passa peggio l’acqua di balneazione, che ottiene appena la sufficienza. Per quanto riguarda i servizi sanitari, sono stati giudicati buoni i servizi offerti sia dalla farmacia locale che dall’ospedale di Ravenna. Le proposte di miglioramento sono risultate abbastanza simili tra tutti gli intervistati, che hanno consigliato di puntare sulla riduzione del traffico nei fine settimana e sulla sicurezza (esigenza manifestata soprattutto dalle ragazze). A queste proposte si legano quelle di limitazione dell’orario di apertura dei locali notturni, di proibizione delle feste in spiaggia e di diminuzione della vendita di alcool.Una parte significativa degli intervistati ha dichiarato di possedere una seconda casa a Marina di Ravenna e di volerla vendere o affittare. Non pensa, quindi, di tornare nella località l’anno prossimo. Altre richieste su Marina hanno riguardato la scarsa capacità ricettiva alberghiera e il livello dei prezzi, ritenuto “poco abbordabile”.


IL MESSAGGERO (PESARO)
SCAZZOTTATE REALI E VIRTUALI 

Maxi rissa per una ragazza tra slavi e italiani
E gli ultras del Cattolica sfidano i biancorossi 

Donne & pallone. Probabilmente i due motivi di maggiore discussione tra gli uomini. Tesi che verrebbe confermata dalle due risse, una, per ora, solo annunciata e l’altra effettivamente accaduta a Pesaro. Sarebbero state, in effetti, le eccessive attenzioni nei confronti di una ragazza a far scattare, lunedì notte dopo l’una, una maxi-rissa in viale Trieste lato ponente. Un gruppo di circa otto stranieri, probabilmente slavi, visibilmente ubriachi ha prima infastidito un gruppo di ragazzi pesaresi nei pressi della pista di pattinaggio, per poi prendersela, un centinaio di metri più avanti, con una ragazza italiana seduta fuori da uno dei pochi locali aperti a quell’ora. Peccato, per loro, che la ragazza fosse accompagnata da tre amici, di origine meridionale, che hanno risposto alle provocazioni, poi degenerate in una vera e propria rissa, con tanto di contusi e sedie che volavano. Fortunatamente l’arrivo dell’ambulanza, probabilmente chiamata da uno dei passanti che aveva assistito alla scena, ha tranquillizzato gli animi e fermato gli scontri.

Ma per una rissa consumata, ce n’è una che rischia di compiersi. Questa volta per motivi calcistici. L’amichevole, se a questo punto così si può chiamare, tra Cattolica e Vis Pesaro, in programma stasera alle 20.45 allo stadio di Cattolica, è stata preceduta da pesanti minacce e scambi di battute sul forum delle due opposte tifoserie, che si sarebbero addirittura date appuntamento prima della partita per un vero e proprio regolamento di conti. La già sentita rivalità tra le due squadre, accentuata dai rispettivi gemellaggi con squadre “nemiche”, potrebbe essere alla base di queste assurde punzecchiature, partite dalla sponda romagnola, che comunque, speriamo, rimangano tali. E auguriamoci che, come diceva qualcuno: «chi ha più testa la usi».


IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

Tagliacozzo. Giovagnorio: «Vergognosa interruzione in barba alla vocazione turistica» 

Festa tra ragazzi, sindaco nel mirino 

di NELLO MAIOLINI

TAGLIACOZZO - Il sindaco Dino Rossi ordina la sospensione di una festa tra ragazzi e Vincenzo Giovagnorio, consigliere comunale di minoranza, gli scrive una lunga e pepata lettera. «La vergognosa interruzione di una festa in un locale di piazza dell’Obelisco - si legge - ha suscitato grande disappunto e scontentezza tra i numerosi giovani e meno giovani presenti. Lo sconcerto dei circa duecento ragazzi che stavano vivendo un momento di divertimento e di allegria, come succede in tutte le località turistiche in questo periodo di ferie, deriva dal fatto che tale manifestazione stava avendo il proprio naturale svolgimento in modo assolutamente civile. Era circa l’una e sicuramente di lì a poco la festa avrebbe avuto il suo naturale epilogo, nel rispetto del permesso ottenuto dall’amministrazione, quando le forze dell’ordine, costrette ad intervenire a seguito delle ripetute "maniacali" chiamate telefoniche di qualche soggetto poco paziente e poco rispettoso delle esigenze di chi vuole divertirsi, hanno imposto al gestore della manifestazione l’immediata interruzione». Ma non è finita qui. «Se Tagliacozzo è una città turistica come codesta Amministrazione sostiene - prosegue Giovagnorio - dovrebbe esserci tolleranza nei confronti di chi a proprie spese organizza eventi e manifestazioni ricreative per i numerosi turisti e villeggianti, ed invece da parte dell’Amministrazione si registra un evidente ostruzionismo, confermato dall’incredibile atto di revoca dell’autorizzazione per le serate musicali successive, notificato al titolare del locale "Il vizietto" il 19 agosto. Ma mentre veniva interrotta un’allegra festa nella piazza dell’Obelisco, nell’altrettanto centrale piazza Alighieri alcuni minorenni ubriachi davano sfogo alle loro intemperanze lanciandosi gli arredi esterni di un locale ivi insistente, le bottiglie di birra vuote (vendute illegalmente chi sa da chi) e producendosi in schiamazzi e discussioni tra i più turpi e blasfemi; appare strano come tra i due scenari s’è preferito intervenire a sedare "l’irruenza" dei ragazzi che ballavano tranquillamente».


IL SECOLO XIX

Il pianto di Molassana per Paola 

LA TRAGEDIA DI CORSO SARDEGNA Il parroco: «La sua era una vita votata agli altri». Tanti i colleghi del padre, funzionario dei pompieri

Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto all’infermiera travolta e uccisa sullo scooter 

Dentro il silenzio, fuori il brusio. La folla di persone che ieri mattina si è raccolta nella parrocchia di san Rocco di Molassana per i funerali di Paola Cambiaso, l’infermiera venticinquenne morta sabato scorso, travolta in corso Sardegna da un automobilista ubriaco, si è divisa fra le navate e il cortile. Perché erano tanti, fra amici e colleghi. E se è vero che i due gruppi hanno tenuto comportamenti diversi, sia nelle parole di chi non è entrato sia nell’assenza di commenti di chi era in chiesa, non c’era desiderio di vendetta. Rabbia sì, per quella morte assurda. Ma spirito di rivalsa, quello proprio no.
Paola Cambiaso, che lavorava come infermiera nella clinica Villa Serena, così avrebbe voluto. «Una vita votata agli altri», spiega il parroco, don Marco nell’omelia. Sentita, toccante. Recitata da chi quella ragazza di via Molassana la conosceva bene: «Avremmo potuto disporre altri fiori. Ma lei voleva aiutare chi sta male». Per questo in fondo all’edificio si raccolgono le offerte per i bimbi del Gaslini.
Fra le sottili vetrate che illuminano San Rocco, a destra dell’altare, si schierano in divisa alcuni colleghi di papà Mauro, funzionario dei vigili del fuoco. In tutto saranno almeno una quarantina i pompieri presenti. Compresi i sommozzatori. «Un "corpo" con un grande cuore - ricorda padre Celso, cappellano dei vigili del fuoco, rivolto ai suoi uomini - ecco cosa siamo. Ed è per questo che ci siamo riuniti qua oggi, per dare sostegno alla famiglia di uno di noi». Nel frattempo ricorda anche la morte, un anno fa, di un collega. E la prossima "missione": venti uomini da Genova partiranno alla volta di New York per il quinto anniversario dell’11 settembre. All’arrivo della bara, due vigili urbani in rappresentanza della polizia municipale si mettono sull’attenti. Mentre in chiesa entrano anche i volontari della pubblica assistenza di Molassana. Uno di loro, dopo l’eucarestia, si sente male: forse per il caldo o per la tensione del momento. Un compagno lo fa appoggiare alla sua spalla e lo accompagna fuori. Tempo dieci minuti ed è già in piedi, per dire addio all’amica scomparsa. Come lui anche una donna vicino al portone per poco non sviene. Per un mancamento si sdraia sui gradini dell’entrata: la assistono in cinque, lei si riprende ma non smette di piangere.
Le preghiere dei fedeli sono territorio di amici e colleghi della venticinquenne. La suora di "Villa Serena" che nella notte tra venerdì e sabato aveva lavorato con lei legge poche righe. Ma sembrano infinite, perché il singhiozzo le rompe la voce. «Capiamo cosa state provando - dice una madre appoggiata al leggio dell’altare rivolgendosi ai genitori della vittima - due mesi fa abbiamo perso nostro figlio».
Prima che don Marco benedica la salma, Giorgia, la sorella diciottenne di Paola Cambiaso, scappa fuori, in lacrime. Non ha retto al dolore. Scortata da un amico, esce all’aperto per respirare una boccata d’aria fresca. Ad attenderla i compagni di classe del liceo scientifico Leonardo Da Vinci. Qualcuno aspetta un commento, una frase rivolta ad Alessandro Ferrando, il ventiduenne che, sotto l’effetto dell’alcol e dell’hashish, era alla guida dell’Alfa 145 che ha scontrato lo scooter dell’infermiera. Quella stilettata non arriva. «Preghiamo per i giovani che stanno male dentro - dice don Marco - e per noi che non abbiamo saputo capirli in tempo». È l’unico riferimento al giovane. Leggero, in linea con il clima che si respira a San Rocco. Tanto più forte è la voglia di stringersi attorno a Paola Cambiaso.
All’uscita del feretro i mezzi rossi dei pompieri sono ancora tutti parcheggiati. Scatta l’applauso: un saluto e una liberazione dallo sconforto.

Marco Fagandini


IL MESSAGGERO (ANCONA)
ALLARME SICUREZZA 

Erano quattro ventenni dell’entroterra gli aggressori della mamma alle giostre 

FANO Presidio delle forze dell’ordine maggiormente dispiegato lungo la costa fanese e nuovi solleciti alle istituzioni per ottenere un livello superiore, con conseguente incremento di organico, per il Commissariato di Fano. Sono i primi propositi avanzati dal vice sindaco Francesco Cavalieri in seguito ai fatti che si sono registrati la scorsa settimana, cioè la violenta aggressione a Federico Pansieri, titolare del “For All” al Lido che, come prescritto dalla legge, si è rifiutato di servire alcolici ad un soggetto in stato di ubriachezza e l’episodio accaduto venerdì sera nell’area antistante lo Sport Park, quando una mamma ha riportato lesioni al volto dopo un alterco scoppiato con quattro ragazzi, poco più che ventenni e provenienti da paesi dell’entroterra, che volevano giocare con l’autoscontro mentre nello stesso momento, sulla pista, stava girando il figlioletto di 5 anni della donna. Un caso la cui esatta dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri di Fano che hanno raccolto la denuncia della donna, una turista di Milano in vacanza a Pesaro.
«Purtroppo sono episodi che accadono dappertutto - spiega Cavalieri - e che dobbiamo prevenire in ogni modo. Il coordinamento delle forze dell’ordine è stata una risposta efficace per contrastare gli episodi di violenza che, per troppo tempo, hanno creato problemi al Lido. Ritengo opportuno estendere questo coordinamento anche ad altre zone del litorale, come appunto Sassonia. In alcuni centri della Romagna gli operatori hanno ingaggiato servizi di security privati per mantenere il presidio del territorio. Prima di arrivare a questo, però, credo sia necessario insistere sul potenziamento del Commissariato fanese». L’argomento, nei mesi scorsi, è stato affrontato insieme al prefetto Luigi Riccio anche dal coordinamento Asshotel-Confesercenti: «Subito dopo i primi episodi di violenza al Lido - spiega il presidente Walter Panaroni - l’associazione si è attivata per far presenti le difficoltà, a livello di sicurezza, che gli operatori devono fronteggiare sempre più spesso e ribadire la piena collaborazione con le forze dell’ordine. A settembre, con il coinvolgimento di alcuni parlamentari marchigiani, riproporremo con forza la questione dell’elevamento di livello del Commissariato. Una città che ha superato i 60 mila abitanti ha esigenze che devono essere garantite da un adeguato numero di agenti delle forze dell’ordine, magari anche in borghese proprio per avere un minor impatto sui turisti». Anche Federico Pansieri, presidente Alberghi Consorziati, auspica l’incremento di organico per le forze dell’ordine, pur rimarcando «l’ottimo e tempestivo intervento» messo in atto durante l’aggressione al Lido.

M.G.


IL GAZZETTINO (VENEZIA)
LIDO 

Marocchino ubriaco a Santa Maria Elisabetta si spoglia e fa il bagno nudo in laguna

(L.M.) Nudo si tuffa in laguna e viene sanzionato dalla polizia per ubriachezza molesta. È accaduto lunedì sera, intorno alle 23, in piazzale Santa Maria Elisabetta al Lido. A.F.B., 35 anni, marocchino già noto alle forze dell’ordine, si è tuffato in acqua dopo essersi spogliato sul piazzale.
A dare l’allarme è stato un dipendente dell’hotel Belvedere che, notando una persona palesemente ubriaca e completamente nuda che si era tuffata in acqua, ha richiesto l’intervento della polizia, temendo anche per l’incolumità dell’uomo.
Gli agenti sono arrivati sul posto e hanno rintracciato l’uomo che nel frattempo era appena risalito a riva. A.F.B. è stato subito identificato dagli agenti che, accertato il suo stato di alterazione, lo hanno sanzionato.


IL GAZZETTINO
PRATO

Maltratta l’amica perché non porta il velo: manette

È stata maltrattata per anni dal convivente perché non portava il velo islamico. La vittima, nodafricana, 31 anni residente a Prato, ha però trovato il coraggio di reagire e di denunciare i fatti ai carabinieri, che hanno arrestato il suo compagno, un 38enne tunisino, padre della loro bimba di 3 anni. La donna ha raccontato ai militari di avere subito anche abusi sessuali e di aver abortito per disperazione. Il tunisino invece, secondo quanto riferito dalla donna, avrebbe spesso ecceduto con alcool e droghe.


LA STAMPAWEB
TORINO

Nigeriano ferito in un incidente

Le radiografie scoprono che è un corriere della droga

Sembrava un banale incidente stradale causato da un bicchiere di troppo ma ha portato a scoprire un corriere della droga. Si tratta di un nigeriano il cui ricovero in ospedale in seguito allo scontro ha fatto scoprire che aveva ingerito diversi ovuli di stupefacente e per questo i carabinieri di Torino lo hanno arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio.
L’episodio è accaduto questa notte intorno alle 4.30 alla periferia della città dove l’uomo, un nigeriano, è andato a sbattere contro un palo con la sua auto. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani che hanno subito capito che lo straniero era ubriaco e che lo hanno trasportato in ospedale per le ferite riportate nell’incidente. Le radiografie eseguite per vedere se avesse delle lesioni interne hanno però evidenziato la presenza nella cavità rettale di cinque maxi ovuli di stupefacente contenente una quantità di cocaina o eroina che potrebbe aggirarsi fra i 100 e i 150 grammi. I medici hanno quindi chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato.


LA STAMPA
TORINO

DRAMMI DELLA SOLITUDINE. NELL’ARCO DI 72 ORE SONO STATI TROVATI I CADAVERI DI TRE PERSONE DECEDUTE DA TEMPO. E SOLO IL CALDO HA PERMESSO DI SCOPRIRLI

Il vicino non era scomparso ma morto da cinque mesiDimenticati. Cancellati dai pensieri di conoscenti, famigliari, vicini.

Tre morti in solitudine. Trovati per caso. Tre storie troppo uguali, tutte nell’arco di 72 ore.
Per almeno cinque mesi nessuno si è chiesto dove fosse finito Luciano Pasero, 51 anni. Nessuno, tranne gli assistenti sociali e i vigili urbani, che hanno bussato e ribussato alla sua porta in via Aosta 31, senza ricevere risposta. Ieri sera il furgone bianco dei necrofori si è fermato di fronte alle Atc di Barriera di Milano per portare via quello che restava di Luciano Pasero: un corpo mummificato riverso a terra, addosso ancora gli abiti invernali, attorno decine di pintoni da due litri di vino rosso. Ad avvertire polizia e vigili del fuoco i vicini di casa, finalmente insospettiti dalla prolungata assenza dell’uomo e da un «odore sospetto e fastidioso» sul ballatoio. Era da marzo che nessuno lo vedeva più.
Viveva in un bilocale al piano rialzato, non aveva un frigo, una cucina per farsi da mangiare, come armadio usava degli scatoloni: a terra solo spazzatura, bottiglie vuote e piene. Aveva abbandonato la vita molto prima di finire a faccia in giù sul pavimento di graniglia. La causa della morte l’accerterà l’autopsia, anche se è probabile che il decesso sia stato dovuto a un collasso etilico. Fino al 2001, quando iniziò a cercare rifugio nei dormitori della città e nelle corsie degli ospedali, la vita di Luciano Pasero era trascorsa a Santhià. Lavorava come proiezionista nei cinema della zona. Aveva una moglie e una figlia. Una casa di proprietà. Poi, il crollo. La moglie lo lascia, e con la figlia va a vivere a Roma. Lui inizia a bere. Vende la casa, da cui ricava un vitalizio che gli consente di tirare avanti, e va a stare a Torino. Da un anno aveva ottenuto una casa popolare Atc.
Quella di Luciano Pasero è la terza storia. Un’altra vittima di una solitudine, di un abbandono che non hanno età.
Ieri pomeriggio, poco dopo le 17, è stato scoperto il cadavere di Gheorghe Adascalitei, 33 anni compiuti ad aprile, immigrato dalla Romania, una figlia di quattro anni e una moglie da cui si era separato da tempo. L’hanno trovato sdraiato sul suo letto, in un bell’appartamento al secondo piano di via Gioberti 36, in avanzato stato di decomposizione. Morto da almeno tre settimane. Sono stati i vicini di casa, al ritorno dalle vacanze, ad avvertire polizia e vigili del fuoco per l’odore insopportabile che aveva saturato l’androne e le scale. Pensavano a un problema alle fogne, o a spazzatura dimenticata chissà dove.
Gheorghe era sdraiato, e se non fosse stato per i terribili effetti della decomposizione si sarebbe potuto credere che si stesse riposando davanti alla tv dopo una giornata di lavoro: la testa sollevata dal cuscino, la tv ancora accesa, i telecomandi a portata di mano. Vicino al letto una bottiglia d’acqua e un bicchiere. E la solitudine. Anche in questo caso le cause della morte, fino all’autopsia, non sono certe, ma le prime ipotesi sono che Gheorghe sarebbe stato vittima di un malore, forse di un infarto. L’appartamento era perfettamente in ordine, non c’erano segni colluttazione, di lotta, nè qualsiasi indizio che potesse far pensare a una morte violenta. Nonostante la figlia e la moglie non vivessero più con lui da due anni, nelle stanze restano i segni di una famiglia: giocattoli ovunque, vestiti infantili appoggiati sulle sedie e piegati con ordine su un cassettone. Una piccola bicicletta rosa e azzurra sul ballatoio.
Il giorno prima, lunedì, in via Di Nanni, era stato trovato un pensionato di 86 anni, Oreste Gallo. Morto da un mese nel suo alloggio. Solo.


WINENEWS

E’ UFFICIALE: DA OGGI IL TOCAI CAMBIA NOME E DIVENTA "FRIULANO"

Il Tocai cambia nome e diventa "Friulano". È stato infatti pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Politiche Agricole Alimentari e Forestali che assegna ufficialmente al vino bianco del Friuli-Venezia Giulia il nome di “Friulano”. Si conclude così la querelle sullo storico nome, nata dalla decisione della Comunità europea di assegnare l’utilizzo della denominazione di Tokaj solamente all’omonimo vitigno ungherese a partire dall’aprile 2007. Il Ministero delle Politiche Agricole d’intesa con la regione a tale proposito ha deciso lo stanziamento di 15 milioni di euro in tre anni a partire dal 2007 per promuovere e far conoscere il nuovo nome di "Friulano". (*)
Resta ancora in atto un contenzioso avviato alla Corte di Giustizia Europea dagli irriducibili difensori del nome originario del bianco friulano che il paese danubiano ha fatto proprio alla vigilia dell’entrata nell’Unione Europea. Dal 2007 pertanto sulle etichette delle bottiglie di vino bianco prodotte dai vitigni del Friuli-Venezia Giulia non si troverà più il nome di Tocai, ma comparirà quello di "‘Friulano". Bacco ha così donato definitivamente all’Ungheria, che peraltro detiene una cultura enologica di tutto rispetto, il nome più celebre dei vini bianchi, quello di Tokaj, un passito molto ricercato e amato da tutti gli intenditori del "nectar deorum".

(*) Nota: potrebbe essere invidia, ma si prova un certo fastidio a sapere che i produttori di vino friulani, dopo aver plagiato per decenni il nome Tokaj e non potendolo più fare, appena si sono messi a piagnucolare lo stato ha stanziato per loro15 milioni di euro. Sarò anche prevenuto verso il vino, ma a me sembra che il territorio sarebbe stato meglio valorizzato se con quella cifra si fosse costruita qualche struttura pubblica. La sollecitudine nel rincuorare i produttori infastidisce ancora di più se si pensa che a vent’anni dalla tragedia del metanolo l’associazione delle vittime non ha ottenuto ancora alcun risarcimento.


La Nazione (Lucca)

VIAREGGIO - Secondo appuntamento con In vino veritas , manifestazione organizzata da...

La Nuova Venezia

una sera fra chioschi e kebab gustando le birre proibite

nessuno rispetta il coprifuoco alcolico

Il Tirreno

in vino veritas, atto secondo

marco polo: c’è il vino, niente traffico

notte vodoo tra alcol, cenere e polli sgozzati

mutu, patente ritirata correva a 205 km orari

al dalle vigne un corso per imparare a scegliere il vino

Il Sole 24 Ore (Nord Est)

Menon, opere dedicate al vino

La Stampa

Venerdì sera si alza il sipario sulla tradizionale Festa dell’Uva

Più etilometri in città Vigili e stradale uniti

Vita di bordo, fantasmi, cannibali, sbronze In 43 canzoni il mondo crudele della filibusta

Il vino Ovada con etichette a serie limitata

La Nazione (Pisa)

Riti esoterici in spiaggia a Marina di Massa. E’ quanto sospetta la polizia, dopo il ritrovamen

La Nazione (Firenze)

Guida sicura con la prova dell’etilometro

La Nazione (Pistoia)

PISTOIA - Era accusato di aver aggredito i poliziotti intervenuti per calmarlo mentre che, ubri...

La Repubblica

vigili, linea dura anti-alcol il test diventa obbligatorio - stefano origone

alcolista picchia moglie perché non porta il velo

alcol al volante, tolleranza zero

così mangiavano i nostri antenati - sebastiano tusa

il leader dei keane si disintossica da droga e alcol

La Provincia Pavese

f1 - ebbro alla guida

Corriere del Veneto

Ubriachi in auto con l’hashish Sotto i sedili un chilo di droga

Il Piccolo di Trieste

chaplin, cantante dei keane si disintossica da alcol e droga

La Nazione (Grosseto)

Piombino Guida con alcool Denunciati due automobilisti

La Nazione (Livorno)

Riti esoterici in spiaggia a Marina di Massa. E’ quanto sospetta la polizia, dopo il ritrovamen...

Il Resto del Carlino (Ancona)

Gli incidenti in aumento spesso per colpa dell’alcol

La Provincia Pavese

san vittore birra a fiumi

mairano da bere , sulla piazzetta brindisi e risotto al peperone

Corriere della Sera (Abbonati)

Da domani, rock alla spina

Corriere Alto Adige

Brunico, Heiss racconta la storia della birra « Una bevanda importante per intere vallate »

Bresciaoggi(Abbonati)

I VINI DELLA CITTA’/2.

I VINI DELLA CITTA’/1.

La Nazione (La Spezia)

VIAREGGIO - Secondo appuntamento con In vino veritas , manifestazione organizzata da...

 

 


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Giovedì, 24 Agosto 2006
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