Martedì 14 Luglio 2020
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Rasegna stampa Alcol e guida del 22 agosto 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta



LA REPUBBLICA

In Scozia l’esecutivo ha dichiarato guerra alle sostanze alcoliche, adottando anche misure restrittive sulla vendita delle bevande. Per colpire maggiormente il pubblico l’amministrazione ha deciso di utilizzare dei cartelloni pubblicitari con immagini shock che mostrano i possibili effetti dell’abuso di alcol.


IL TEMPO

PONTECORVO
L’atto con il quale viene riconosciuta la figura del «guidatore designato» è stato già sottoscritto

Alla guida senza alcol e droga
Protocollo d’intesa tra Provincia assessorato ai trasporti, Csa e Aci

di VINCENZO CARAMADRE

PONTECORVO — Bando ad ogni sostanza, alcool o droga, che altera il sistema psicofisico dei guidatori. A certificarlo l’Amministrazione provinciale, l’assessore ai Trasporti Patrizio Cittadini e il delegato alle Politiche giovanili Francesco Loffreda, con un protocollo d’intesa sottoscritto dall’Aci provincia di Frosinone e dal Csa (ex Provveditorato agli studi). L’atto con il quale viene riconosciuta la figura del cosiddetto «guidatore designato» è stato sottoscritto già da qualche settimana ma nel mese di settembre inizierà una ferrea campagna d’informazione in tutta l’area del sud della Provincia, oltre che nel resto del territorio. A curarla il consigliere provinciale Francesco Loffreda. I canali più importanti saranno le associazioni giovanili e le singole realtà scolastiche. Il mondo associazionistico giovanile è il fulcro centrale dell’intera azione amministrativa del delegato di settore, per questo motivo lo scopo primario è quello di ascoltare le esigenze dei giovani per migliorarne la socializzazione. Allo scopo presso l’Aci di Frosinone è istituito l’albo dei «giovani guidatori sicuri», a tali soggetti verrà consegnato un braccialetto che li renderà riconoscibili ai proprietari dei locali.


CORRIERE ROMAGNA

“Più sicurezza sulle strade”

PREMILCUORE - Plauso al ministro Bianchi per la proposta di ridurre la velocità in autostrada, favorevole alla patente anche per i minori di diciotto anni “ma a precise condizioni”, un no agli autovelox usati “solo per fare cassa”. Piazza dei Caduti è piena per ascoltare Giordano Biserni, presidente nazionale dell’Associazione degli amici della Polizia Stradale che confessa la sua emozione: “Negli anni la radice con il mio paese di origine è più profonda”. Ma gli argomenti sono tanti e i concittadini che sono accorsi vogliono conoscere e imparare. Il presidente dell’Asaps (fondata 15 anni fa adesso conta 30mila soci) non delude e fra stoccatine e ironie ogni tanto si infervora: “La sicurezza stradale? E’ un argomento che facciamo finta di non vedere. Però ogni anno nel mondo si contano un milione e duecentomila morti e 50 milioni di feriti. La nostra regione invece è uno dei bacini infortunistici più elevati d’Europa. Stiamo combattendo una guerra con estrema fatica”. Non risparmia neppure critiche al sistema. “Dietro le logiche della strada ci sono i grandi interessi dell’economia - continua Biserni - anche con limiti di velocità ridotti avremo sempre auto che possono sfrecciare oltre i 200 chilometri all’ora, l’azienda che provasse a fare il contrario si metterebbe fuori dal mercato”. E visto che la strada “colpisce in maniera democratica senza distinzione di età e classe sociale” è opportuno attrezzarsi per combattere contro chi si mette al volante in condizioni non idonee. Per questo Giordano Biserni chiede pene adeguate per i trasgressori: “Un ubriaco può emettere una sentenza di condanna a morte e cosa rischia? La prima volta ha la condizionale, la seconda volta patteggia solo dopo il terzo incidente mortale farà qualche mese di galera. Nel trentacinque per cento degli incidenti c’è un conducente in stato di ebbrezza e i controlli sono pochi. In Italia appena 200 mila all’anno, in Spagna 4 milioni”. Nessuno vede i risvolti di questi incidenti stradali. “Soprattutto sullo stato sociale considerate che le oltre venticinquemila invalidità permanenti di ogni anno ricadono a carico dei contribuenti”. Biserni i scaglia a gran voce contro le moto “che in prima fanno i 130, è uno scandalo”, e promuove a pieni voti la patente a punti “la misura più seria degli ultimi trent’anni” ma poi mette in guardia dalle “intransigenze permissive” mentre invece occorrebbero misure severe a costo di “rischiare l’impopolarità”.Il presidente dell’Asaps si mostra d’accordo con la proposta del ministro Bianchi di ridurre a 120 chilometri la velocità in autostrada. “prima causa di incidenti. Chissà perchè di cadere dall’alto, velocità verticale, abbiamo tutti paura, mentre di quella orizzontale che fa correre così forte sulla strada c’è anche chi va fiero ed orgoglioso”.Un sì condizionato alla patente ai ragazzi di 16-17 anni “ma con un patentato a fianco ed abbiano ottenuto il patentino per il ciclomotore senza subire sanzioni o avere incidenti con colpa”. L’ora è tarda e la sera sta diventando fredda, ma nessuno si schioda dalla sedia. C’è ancora tempo per un ultimo sussulto sull’autovelox. “E’ facile colpire come nella E45 - sottolinea Biserni - chi transita lungo la strada e non è elettore di quel comune. Fare cassa con gli autovelox è un modo sbagliato che va ad incrinare il rapporto fra l’utente della strada e l’Amministrazione”.

Riccardo Rinieri


IL MATTINO (BENEVENTO)

L’INIZIATIVA DELL’ASL 1 

Spot contro la droga

Grottaminarda. Nuova strategia comunicativa dell’ASL AV 1 per contrastare l’uso di alcool e sostanze stupefacenti nelle fasce giovanili. Da pochi giorni scorre sul grande tabellone installato presso il terminal degli autobus di Grottaminarda lo slogan: "Con alcool e droghe non diventi più grande, diventi dipendente: apri gli occhi". Alle parole fà da sfondo una sagoma di adolescente che sovrappone agli occhi due cartellini con due grossi occhi disegnati e sgranati sui falsi miti, sulle illusorie e presunte scorciatoie per raggiungere l’affermazione della propria personalità. Il messaggio si offre adesso e successivamente, nel prossimo anno scolastico, ad un pubblico giovanile calcolato in migliaia di studenti che giornalmente affolleranno il capolinea di Grottaminarda, provenienti dai comuni dell’arianese e dell’Ufita. Uno sguardo, sia pur fugace, allo slogan luminoso potrà indurre ad una più approfondita riflessione sulle migliori strade da percorrere verso una vita adulta che, per essere compiuta, ha bisogno di confrontarsi con realismo e concretezza, pur in presenza delle inevitabili problematiche, con le autentiche dimensioni della propria esistenza.


LA SICILIA

Un confronto su alcol e droga 

Ferla. Capire, agire, riuscire è lo slogan adottato dal circolo di cultura, che, quest’anno, nell’ambito delle sue prerogativa istituzionali, ha voluto organizzare un convegno di studi per i danni causati dal fumo, dall’alcool, dalla droga, all’Audutorium comunale, in programma a Ferla per il prossimo sabato. Valenti docenti e tecnici esperti del fenomeno che tanto interessa l’odierna società e, perchè no, anche i piccoli comuni, a prima vista immuni da questi flagelli. All’importante appuntamento sono stati invitati i sindaci dell’Unione Comuni degli Iblei, assessori provinciali, varie associazioni di volontariato e dei servizi sociali nonchè operatori della scuola. Diversi i temi di discussione: dai danni provocati all’organismo, agli aspetti sociali, dal disagio giovanile alla dipendenza patologica, trattati da cardiologi, sociologi, psicologi e terapeuti. Coordinatori dell’incontro: Sebastiano Corridore e Giuseppe Angelica. Sarà un momento d’interessante confronto su un tema scottante, che si presta senz’altro a numerosi approfondimenti.

Salvatore Urso


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BASILICATA)

Montalbano Jonico ha ricordato le giovani vittime di incidenti della strada 

«Inno alla vita», concerto per Margherita

MONTALBANO La piccola Margherita, scomparsa in un incidente stradale poco più che maggiorenne insieme al suo Luca, è tornata a vivere nel suo quinto anniversario dedicato a tutti gli "Angeli della strada", in una piazza Risorgimento gremita. Così dopo la gara di mountain bike, la due ruote amata da Luca, è stata la musica a farla da padrona, in ricordo di Margherita. Il concerto, un "Inno alla Vita", ha raccolto giovani dei paesi limitrofi ed ha visto la partecipazione di don Giosy Cento autore, tra l’altro, di una canzone dedicata alla giovane. Imprudenza, droga e alcool sono stati gli argomenti trattati nel corso della serata dagli intervenuti, giovani che sono usciti dal tunnel della droga, ma anche testimonianze di famiglie che hanno perso un proprio figlio a causa dell’alcool e della elevata velocità. Una sorta di monito per tutti i giovani ad avere rispetto e cura della vita, quello dell’arcivescovo di Matera, mons. Salvatore Ligorio. Due i relatori, Enza e Rocco, genitori di Margherita. «Dopo l’iniziale quanto inevitabile imbarazzo - ha commentato la mamma di Margherita - soprattutto in seguito all’ultimo incidente stradale che ha strappato via alla famiglia il giovane Checco Santo, la serata è stata soprattutto un messaggio di speranza».
Francesca Rodolfo


IL GAZZETTINO (VICENZA)

ORDINE PUBBLICO

La polizia locale, dopo l’etilometro e l’alcol pre-test, è stata fornita anche di un fonometro per misurare i decibel in eccesso

Schiamazzi, i vigili allungano l’orecchio 

L’assessore Sorrentino: «Severità non solo per chi guida in stato di ebbrezza, ma anche per chi di notte disturba il sonno altrui»

L’estate ha fatto il giro di boa, ma a quanto pare il problema dei rumori notturni in centro città resta all’apice. A confermarlo è il vicesindaco e assessore alla Pubblica Sicurezza Valerio Sorrentino che, ribadendo il proposito espresso dal comandante della Polizia locale Cristiano Rosini di potenziare i pattugliamenti sulle grandi arterie contro la guida in stato di ebbrezza, annuncia che i controlli avverranno anche al di fuori dei locali. Insomma contro le note "discoteche all’aperto" ma anche per evitare che le persone si mettano al volante un po’ alticce, ecco nuove misure di sicurezza.
Misure rese possibili, spiega ancora il vicesindaco, dal nuovo servizio serale svolto dai vigili che ha sospeso il turno notturno da mezzanotte alle sette di mattina ed ha consentito di allungare il terzo turno da mezzanotte alle due. Quanto all’idea di ridurre gli orari serali di vendita di alcolici, lanciata dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, è possibilista: «Si potrebbe vietare il consumo di notte fuori dai locali. Ma ogni decisione andrebbe presa in accordo con i gestori dei bar».
Quest’estate il problema dei rumori notturni in centro storico a quanto pare sta rovinando il sonno a più di qualche residente. Sulla questione sono intervenuti i consiglieri comunali Sandro Guaiti (Margherita) e Giovanni Rolando (Ds) che, in un’interpellanza, segnalano la presenza di «locali pubblici trasformati in discoteche in pieno centro abitato e aperti fino a tarda notte. Numerosi anche i diverbi che avvengono fuori dai suddetti locali. I cittadini sono esasperati. In città non si rispetta la quiete pubblica». Una presenza nota anche alla polizia locale che non a caso da tempo tiene sotto osservazione il fenomeno.
A tutto questo va aggiunto ora il potenziamento del servizio di vigilanza davanti ai locali che causano più schiamazzi. È noto infatti che spesso questi ultimi avvengono all’esterno del bar e in luogo pubblico. Di qui le lamentele di alcuni cittadini. «Bisogna interventire sui bar che provocano più disagi», sottolinea ancora Sorrentino. «La chiusura anticipata? Intanto partiamo con i controlli».In passato in Comune era emersa l’ipotesi di una concessione all’apertura fino alle 2 di notte per i locali in regola e di una concessione legata al rispetto delle regole sulla quiete pubblica per i "furbi". Ma fu bocciata. Nel frattempo il Comune ha acquistato un fonometro per la rilevazione dei decibel in eccesso.

Roberto Cervellin


IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

Lanciano. La soluzione indicata dall’amministrazione comunale non è gradita: il problema non è stato mai risolto 

Luna park, giostrai contro l’area Fiera 
Intanto monta la protesta contro i rumori: la lotta parte da via dei Frentani 

di MARIO GIANCRISTOFARO

LANCIANO - «Appare quanto meno singolare il comportamento dell’Amministrazione comunale di Lanciano sul fronte della lotta ai rumori e agli schiamazzi notturni. Da una parte, infatti, senza neppure alla fine riuscirci, ogni anno monta una specie di "guerra" per trasferire le giostre nell’area Fiera di contrada Iconicella; dall’altra non si preoccupa minimamente dei rumori, degli schiamazzi e degli eccessi di ogni tipo che ogni notte si verificano in via dei Frentani, nel quartiere storico di Lancianovecchia». A parlare è uno 45 firmatari di una dettagliata petizione inviata al sindaco Paolini, ai carabinieri, alla polizia e alla Asl, sulla mancanza di quiete e su altri "pericoli", cui dovrebbero sottostare i residenti di via dei Frentani e dintorni. «Noi ci chiediamo - si sottolinea a Lancianovecchia - se, e perché, abbiamo meno diritti dei residenti della zona della Pietrosa ai quali si vuol togliere il "disturbo" delle giostre che, tra l’altro, sono presenti solo per le festività settembrine».
I firmatari della petizione sono molto dettagliati e precisi nella loro esposizione dei fatti, citando tra l’altro i locali nelle cui zone si verificherebbero schiamazzi ed altro, e quindi i controlli di chi di dovere possono essere facilmente mirati. Ecco alcuni passaggi della petizione. «Ogni notte, dalla ore 23 fino alle 3 e oltre, decine e decine di persone, avventori di tali esercizi, consumano all’aperto bevande alcoliche: non mancano cori improvvisati, discussioni anche accese, sempre fino a dopo le 3. Ovviamente, i consumi elevati di bevande portano alla necessità di certi "bisogni", che vengono espletati nei vicoli vicini, anche mentre i residenti si trovano a rientrare nelle loro case». E si aggiunge: «Le bottiglie vuote vengono lasciate in strada, sui gradini di accesso alle abitazioni, nei vicoli, urtate e rotte, quando non sono oggetto dei lanci volontari; in diverse circostanze si sono verificate risse e colluttazioni con vie di fatto e lesioni anche gravi; non raramente gli abitanti del quartiere hanno dovuto riscontrare danni, anche di notevole entità, alle loro auto parcheggiate in prossimità delle proprie abitazioni; numerose le richieste di intervento della forza pubblica, ma evidentemente, quando sono avvenuti, non hanno sortito effetto a lungo». In conclusione, si chiede un incontro con l’amministrazione comunale e le autorità di forza pubblica «per essere informati sulle azioni che si intendono prendere per risolvere tale situazione».
Per quanto riguarda il luna park durante il "settembre lancianese", i giostrai continuano a "bocciare" la soluzione dell’area Fiera. La speranza è che non si arrivi al "braccio di ferro" degli anni scorsi. Una soluzione definitiva va trovata. Ma va anche detto che se si vuole continuare a mantenere in piedi la lunga tradizione delle festività settembrine, allora bisogna mettere in conto anche qualche disagio. Se ognuno ragione solamente alla luce della proprie esigenze personali, magari anche giustissime, non si va da nessuna parte. Occorre, invece, dialogare, mettersi d’accordo sulle regole, come gli orari e la densità delle musiche delle giostre, e farle rispettare. Trovare una soluzione accettabile è sempre possibile.


L’ARENA.IT

Fine settimana di lavoro per la polizia municipale. Numerose le violazioni al codice della strada

Patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza Rilevati sedici incidenti, dodici dei quali con feriti. Controlli nei call center e bar

Continuano i servizi di prevenzione e repressione dell’abusivismo commerciale in centro storico da parte della polizia municipale, per il quale viene impiegato personale in borghese e in divisa.
A seguito delle operazioni sono state recuperate 20 borse, 26 paia di occhiali, otto cinture e una decina di ombrelli; rinvenuti anche 24 libretti d’opera e otto cuscini gonfiabili. Due venditori sono stati accompagnati al comando per i controlli sull’identità e una persona è stata segnalata all’autorità giudiziaria per aver posto in vendita merce con marchi contraffatti. Sono inoltre 152 i veicoli controllati e 163 persone, 43 violazioni al codice della strada accertate, due veicoli sequestrati perché privi di assicurazione, quattro carte di circolazione ritirate per mancata revisione; due ciclomotori sono stati sequestrati per trasporto non autorizzato di passeggero, un ciclomotorista è stato trovato alla guida del mezzo senza aver indossato il casco, mentre un altro circolava senza aver conseguito il previsto patentino.
Quattro conducenti sono stati sorpresi alla guida in stato di ebbrezza: gli agenti hanno immediatamente ritirato la patente e impedito ai conducenti di guidare ancora, facendo recuperare il mezzo dal carro attrezzi o affidandolo ad un conoscente in condizioni psicofisiche idonee. I nominativi sono stati segnalati all’autorità giudiziaria e ora le patenti verranno sospese da 15 giorni a tre mesi, a seconda della situazione e degli eventuali precedenti. Impegno anche sul fronte dell’infortunistica stradale: 16 in totale gli incidenti rilevati dei quali 12 con feriti. Dall’inizio dell’anno 2006 sono in totale 1417 gli incidenti registrati del nucleo Infortunistica stradale, di cui 28 con Prognosi riservata e 15 con esito mortale.
Continuano anche gli interventi della polizia amministrativa in negozi, pubblici esercizi e call-center, alcuni dei quali a seguito di richiesta dei residenti: una trentina gli interventi delle pattuglie durante il fine settimana: accertate due violazioni all’articolo del codice della strada che stabilisce il divieto di occupazione della sede stradale con la zona plateatico in modo non conforme alle prescrizioni dell’autorizzazione.


IL GIORNALE DI VICENZA.IT

ABUSI. Arrestato rumeno senza permesso di soggiorno

Foggia, due uomini ubriachi cercano di rapire una bimba

Torremaggiore (Foggia). Volevano abusare di lei: è questa l’ipotesi più accreditata dai carabinieri. Di certo, nessuna intenzione di pretendere un riscatto in denaro, perchè la famiglia della vittima non ha grosse disponibilità economiche. Comunque sia, un’esperienza terribile per una bimba di sei anni di Torremaggiore, in provincia di Foggia, che domenica sera è rimasta per qualche minuto nelle mani di due uomini ubriachi che hanno tentato di sequestrarla vicino a casa sua e sotto gli occhi di suo padre, mentre stava giocando.
Uno dei sequestratori è stato arrestato grazie proprio all’intervento del padre della bimba, bracciante agricolo di 30 anni, e di un brigadiere dei carabinieri che passava di lì per caso. Si chiama Ion Nita, ha 52 anni, un cittadino romeno senza permesso di soggiorno. Il complice del sequestratore, probabilmente un suo connazionale e anche lui ubriaco, è riuscito a fuggire. L’intervento di altri carabinieri ha poi salvato l’arrestato da un tentativo di linciaggio da parte degli abitanti della zona e di alcuni parenti della bimba.
La bimba non ha riportato ferite ma ha subito un forte choc. La piccola stava giocando dinanzi alla propria abitazione con alcune amichette, il padre era lì vicino e stava controllando qualcosa sotto la sua auto parcheggiata in strada. Il tempo di inginocchiarsi sull’asfalto e l’uomo ha udito la bimba gridare: «Papà, aiuto» è stata la sua invocazione, ripetuta due volte. È riuscito a strapparla ai due sequestratori e a bloccarne uno.


IL GAZZETTINO (VICENZA)

Minaccia la madre con un coltello Fermato e arrestato dai carabinieri
Thiene

Arrestato ieri dai carabinieri di Thiene al comando del luogotenente Giovanni Busato, Lorenzo Milan, 36 anni, resdiente in città in via Chilesotti 112.
L’uomo, nullafacente, conosciuto a Thiene per numerosi atti di violenza, abita con i due anziani genitori sui quali scarica spesso la propria ira, in particolar modo nei momenti di alterazione etilica. Come ieri. Tornato a casa poco dopo mezzogiorno, Milan ancora una volta in preda all’alcol si è scagliato contro la madre rincorrendola e minacciandola con un lungo coltello da cucina, imponendole di consegnargli del danaro.
Le grida della donna, rincorsa per tutta la casa, hanno attirato e spaventato i vicini che hanno chiamato i carabinieri.
Subito accorsi, i militari dell’Arma per garantire l’incolumità dei genitori e dei vicini minacciati da Milan, si sono visti costretti a bloccare l’uomo e ad arrestarlo per maltrattamenti, e minacce aggravate.
Milan, dopo gli accertamenti di rito e su ordine del magistrato di turno, il pm Alessandro Severi, è stato rinchiuso nel carcere San Poi X di Vicenza.

Valerio Bassotto


IL MESSAGGERO (PESARO)

Vittima una famiglia milanese che ha voluto chiudere le vacanze a Pesaro con una serata a Fano. Già individuato uno degli aggressori

Mamma presa a pugni da baby bulli 
Ha chiesto che non disturbassero il suo bimbo sull’autoscontro, le hanno rotto il setto nasale 

di MARCO GIOVENCO

FANO Setto nasale rotto, un profondo taglio ad un sopracciglio, una denuncia ai carabinieri per lesioni e, molto probabilmente, il personale addio a quella che, per lei, è stata la “città della sfortuna”. Insultata e colpita violentemente al volto da un gruppetto di ragazzi del posto per aver chiesto, cortesemente, di far giocare il proprio bambino sulle automobiline dell’autoscontro.
Ha dell’incredibile l’aggressione che si è verificata qualche giorno fa, nella tarda serata di venerdì, poco dopo mezzanotte, nell’area antistante lo Sport Park, centro giochi e divertimenti che offre servizi per adulti e piccini come biliardo, bowling, reti elastiche, minigolf, pista da pattinaggio e per autoscontro. Ancora un’aggressione, e ancora dettata dal fare arrogante e dallo spirito di impunità che accomuna bande di giovanotti e ragazzini smaniosi di vivere a modo loro, e al di fuori delle regole della convivenza civile, le “notti brave” lungo la Riviera. Vittima dell’aggressione una 35enne turista milanese che, insieme al marito e al figlioletto di 5 anni, ha trascorso un periodo di vacanza nella vicina Pesaro: l’ultimo giorno, però, la famigliola ha deciso di passarlo a Fano, tra le mille ricchezze e attrattive che è in grado di offrire. Il centro storico, il mare, i monumenti. Tutto bellissimo, ma al bambino avevano riservato una piccola sorpresa per chiudere in bellezza la giornata fanese. Così, mentre il papà si era allontanato un attimo per curiosare fra le strutture dello Sport Park, la mamma ha raggiunto, insieme al figlioletto, il piccolo anello d’asfalto riservato alle automobiline elettriche e ricavato in un angolo un po’ nascosto del piazzale. Il bambino, raggiante, ha cominciato a girare lungo la pista, finchè sono arrivati alcuni ragazzotti, un po’ alticci e con fare arrogante, pronti a salire sulle automobiline rimaste libere per rincorrersi lungo la pista. «Scusate, potete attendere qualche minuto? Il tempo che mio figlio abbia terminato i giri, altrimenti ho paura che si possa far male» è intervenuta con fare cortese la giovane mamma. «Ma signora, mica gli andiamo addosso!» ha risposto seccato uno dei ragazzi. «Ma ci sono tanti altri giochi per voi che siete grandi, aspettate un attimo» ha insistito la signora. Ha appena fatto in tempo a pronunciare questa frase che, sotto gli occhi del figlioletto, il giovane le ha allungato un violento cazzotto al viso procurandole la frattura del setto nasale e un taglio all’arcata sopraciliare. La donna ha poi chiamato i carabinieri e presentato una denuncia per aggressione e lesioni. Uno dei ragazzi è stato individuato e sarà chiamato a rispondere in sede penale e civile.
Non accenna a diminuire, dunque, l’escalation di violenza che imperversa nella nostra città, in particolare nella zona mare. La scorsa settimana è rimasto vittima di una violenta aggressione il gestore del “For All”, Federico Pansieri, che con grande determinazione, e nel pieno rispetto delle regole, si è rifiutato di servire alcolici ad un individuo che aveva fatto irruzione nel suo locale in orario di chiusura.


 

IL GAZZETTINO (VENEZIA)

TRIBUNALE 

Ha patteggiato cinque mesi di reclusione l’algerino che aveva aggredito gli agenti

È stato processato ieri mattina per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato all’auto di servizio della polizia. Un algerino di 43 anni ha patteggiato 5 mesi e dieci giorni, ma la pena è stata sospesa. L’arresto per l’algerino è scattato lo scorso sabato, dopo una notte burrascosa al Lido. Ubriaco, ha iniziato a dare fastidio ai clienti del chiosco "Mojito". Sul posto c’era anche un poliziotto in borghese che prima ha cercato di placare l’uomo, ma senza successo. Allora l’agente ha chiamato una Volante. Dai controlli è emerso che l’uomo aveva un permesso di soggiorno scaduto. Durante il tragitto verso Questura, l’algerino ha avuto vari scatti d’ira e ha preso a pugni gli agenti e danneggiato l’auto.


LA SICILIA

patente ritirata

Zigzagava ubriaco 

(a.c.) - «Guida in stato di ebbrezza». E’ questa la motivazione con cui domenica mattina i carabinieri del maresciallo Gaetano Bizzini, comandante del Nucleo radiomobile del locale Comando compagnia, hanno bloccato ed immobilizzato, in via Silvio Pellico, il pregiudicato licatese A. S., 43 anni, mentre era alla guida della propria autovettura. Il pregiudicato, in evidente stato di ebbrezza, a bordo della sua Fiat Uno, procedeva a zig zag, urtando e strisciando contro i muri delle abitazioni, tanto da porre in serio rischio l’incolumità della gente. Trasferito al Pronto soccorso del locale nosocomio a bordo di un’autoambulanza del 118, il pregiudicato ha rifiutato di sottoporsi ad esami clinici. I carabinieri gli hanno ritirato la patente di guida, sottoponendo a sequestro l’autovettura, elevando salatissime contravvenzioni per violazione al Codice della strada.


IL MESSAGGERO (LATINA)

MINTURNO
VOLEVA GETTARSI NEL VUOTO, SALVATO 

I carabinieri di Minturno hanno salvato un albanese di 38 anni che, ubriaco, minacciava l’altra sera di gettarsi nel vuoto da un muro alto dieci metri, in via Principe di Piemonte.
I militari sono riusciti a convincere l’albanese, che da tempo risiede a Minturno, a lasciarsi cadere su una scala posta dai vigili del fuoco sotto il muro a mo’ di telone. In ospedale gli è stata riscontrata una forte crisi nervosa.
I carabinieri hanno inoltre bloccato e arrestato per omissione di soccorso e lesioni personali, a Mondragone, un napoletano di 26, A.G., che, guidando in stato di ebbrezza una Fiat Uno, aveva tamponato alle 21,30, a Marina di Minturno, una Yamaha 1000 con due fidanzati, poi ricoverati all’ospedale di Formia per le ferite riportate nell’incidente. (…)

S.Gion.


IL MESSAGGERO (UMBRIA)

Alcolismo, una piaga sulle strade 

In una sola notte tre folignati incappati nei rigori dell’etilometro 

La sorpresa, per gli agenti della Polstrada, non è stata tanto quella di scoprire che le due auto fermate sulla strada che da Montefalco porta a Foligno erano guidate da due ragazzi con in corpo un tasso alcolico superiore a quello consentito dal codice della strada. Il sabato sera -dicono gli agenti- è purtroppo normale fare scoperte come quella. Il gruppo aveva trascorso la serata nella capitale del Sagrantino dove era in corso la famosa corsa dei bovi e in quel contesto ”alzare il gomito”, come si dice, è un rischio altissimo. La sorpresa l’hanno avuto ieri mattina quando nella caserma di via Garibaldi s’è presentata la mamma di uno dei due ragazzi che, così come stabilisce la legge, è stato denunciato alla magistratura e gli è stata ritirata la patente di guida. Era una donna disperata -racconta l’agente che l’ha ricevuta- non sapeva cosa fare, ha chiesto com’era possibile rimediare; insomma, era preoccupata per le conseguenze, teme che questa storia possa creare problemi futuri al figlio sia sul fronte del lavoro che rispetto ai suoi comportamenti.
«Cose così -spiega l’ispettore capo Doriano Guerrini- succedono sempre: solo dopo la gente si rende conto della gravità del reato. Ma dopo, è tardi. Si cerca di rimediare, ma non è più possibile». E’ impossibile rimediare anche per un piccolo imprenditore di San Giovanni Profiamma che è stato fermato al Panda con un tasso alcolico nel sangue di nove volte superiore al massimo consentito. In quelle condizioni -spiega la Polstrada- avrebbe dovuto star male, avrebbe dovuto essere ricoverato in ospedale e invece guidava un’auto e per giunta in uno dei tratti stradali più pericoli della zona di Foligno. Tornava a casa da una festa e agli agenti ha detto che aveva appena bevuto una birra, forse due e che quell’esisto così eclatante era dovuto probabilmente quell’apparecchio che era tarato male. E aveva sottolineato quell’appena, come a diminuire la portata del reato commesso. «Dicono tutti così -racconta l’ispettore capo Guerrini- Forse bevendo dimenticano».
Anche quel piccolo imprenditore, così come i due ragazzi di ritorno da Montefalco, finirà davanti al giudice. La pena? Oltre alla patente sospesa per un periodo di tempo e ad una multa decisamente salata è scontata una condanna ma è difficile che si vada oltre i limiti compresi nella condizionale. Resta comunque ”la macchia” di un reato che è grave, gravissimo. E che -secondo le statistiche che settimanalmente compilano gli agenti della Polstrada- risulta essere in aumento. Dal primo agosto a ieri mattina sono state sette le persone che gli agenti della Polstrada di Foligno hanno trovato alla guida anche se erano in stato di ebbrezza. Tanti, troppi. Addirittura il doppio rispetto alla media mensile dei mesi scorsi. E ieri mancavano ancora dieci giorni alla fine del mese.


IL MATTINO (CASERTA)

Omicidio Magno, Striano tace

BIAGIO SALVATI Santa Maria Capua Vetere. Giusto il tempo delle formalità di rito, poi il ritorno in cella, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Pasquale Striano, uno degli indagati per l’omicidio di Pasquale Magno, l’ex pugile di 48 anni, originario di Marcianise e impiegato a Caserta nel settore foreste della Regione Campania, il cui corpo morente era stato trovato nei pressi di Palazzo Reale intorno alle 7 di venerdì mattina, ha preferito il silenzio davanti al giudice che doveva interrogarlo. Il giovane casertano, 25 anni, indagato con i fratelli Luigi e Giuliano (quest’ultimo ritenuto esecutore materiale) del delitto consumato a due passi dalla Reggia di Caserta, rinchiuso in carcere da sabato scorso, si è avvalso dunque della facoltà di non rispondere. Assistito dall’avvocato Michele Santonastaso, peraltro difensore degli altri due fratelli irreperibili, Striano ha preferito il silenzio davanti al gip Francesco Chiaromonte del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dal suo interrogatorio, sarebbero potuti emergere altri particolari, forse utili per le indagini, sia sulla rissa scoppiata all’esterno del Green Garden dal lato opposto dove si è consumato l’omicidio, che sullo stesso delitto. Un delitto risolto nel giro di poche ore grazie alle immagini immortalate sul nastro magnetico dalle telecamere dell’Aeronautica Militare e da quelle installate per motivi di sicurezza nella zona. «Aspettiamo di vedere il filmato e di visionare altra documentazione - afferma il legale di Pasquale Striano - ma ritengo che non possa reggere l’accusa di omicidio nei confronti del mio assistito e, da quanto emerge dagli atti, nemmeno nei confronti del fratello Luigi. Per la posizione di Giuliano, come ho detto, è necessario l’attenta visione del filmato». Il filmato fissa l’ora del delitto alle 7,06 di venerdì mattina. In esso si vedrebbe una moto di grosso cilindrata, ripresa per qualche secondo da una delle telecamere, avvicinarsi a Magno. Quest’ultimo, stando alla ricostruzione dei fatti, stava già parlando da qualche minuto con i fratelli Luigi e Pasquale Striano, i quali lo avrebbero rimproverato per aver preso le difese di un giovane di Marcianise nel corso di una rissa scoppiata intorno alle 5 all’esterno delle gelateria. Una rissa alla quale erano presenti anche una ragazza e un amico dell’ex pugile ai quali si sarebbe poi aggregato il ragazzo che litigherà con Giuliano Striano, ritenuto l’autore del delitto. A conferma, vi sarebbero anche alcune testimonianze assunte dagli investigatori: un omicidio che avrebbe come movente una sorta di punizione nei confronti della vittima e maturato al termine di una notte di baldoria, di alcol e assunzioni di sostanze stupefacenti. Magno, ex pugile della categoria dilettanti, aveva combattuto nei primi Anni Ottanta in vari incontri tenutisi in varie città d’Italia rappresentando società sportive sia della sua Marcianise che di Napoli. Incontri disputati anche all’estero, a Jakarta, in Indonesia. Qui il match fu interrotto al secondo round dopo che Magno, che combatteva contro un pugile russo, riportò una vistosa ferita al sopracciglio.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (CAPITANATA)

Arrestato In stazione 
Lancia sassi e minaccia Cc

Ubriaco, se la prendeva con i passanti e soprattutto con automobilisti scagliando pietre. Il romeno, Corneliu di 49 anni, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia perchè accusato di minacce e resistenza a pubblico ufficiale perchè avrebbe aggredito i militari con il coccio di una bottiglia. L’arresto è stato eseguito nei pressi della stazione ferroviaria, dove una «gazzella» dell’Arma era intervenuta in seguito a varie segnalazioni giunte al «112» relative alla presenza di un uomo in evidente stato di ebbrezza che scagliava pietre contro auto e moto, rischiando di creare incidenti e problemi. Il romeno - già espulso una prima volta qualche tempo fa - alla vista dei carabinieri avrebbe rotto una bottiglia di birra, minacciandoli: i due carabinieri l’hanno bloccato, disarmato e dichiarato in arresto per minacce e resistenza.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (CAPITANATA)

Sorvegliato Ubriaco 
In tre giorni 2 denunce

Tre giorni fa l’avevano soccorso, facendolo ricoverare in ospedale e denunciandolo per violazione della sorveglianza speciale; la scena si è ripetuta l’altra sera quando il foggiano è stato rintracciato ubriaco dalle «volanti» in via Vittime Civili, soccorso e nuovamente denunciato per lo stesso reato contestatogli 72 ore prima. L’uomo è nato a Foggia ma risulta residente a Orta Nova: è sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel piccolo centro dauno. Già venerdì pomeriggio (come pubblicato domenica, ndr) le «volanti» avevano identificato l’uomo in viale XXIV Maggio perchè infastidiva i passanti, abbaiando e miagolando: era stato disposto il ricovero presso il presidio psichiatrico. L’uomo ha lasciato l’ospedale e domenica pomeriggio è stato trovato ubriaco: considerato il divieto di lasciare Orta Nova, è scattata una nuova denuncia.


LA PROVINCIA DI CREMONA

Casalmaggiore. Parapiglia in centro domenica sera: protagonista albanese clandestino di 34 anni

Fuori con l’indulto: arrestato

Ubriaco, urina contro le auto e prende a testate agenti di polizia locale Inseguimento, colluttazione, alla fine preso sull’argine dai carabinieri

di Marco e Davide Bazzani

CASALMAGGIORE — E’ un albanese di 34 anni il primo cittadino ad essere stato arrestato dai carabinieri della locale compagnia dopo essere stato scarcerato in seguito all’indulto. Il giovane straniero, G.L., è stato fermato dai militari di Rivarolo del Re alle prime luci dell’alba di ieri, dopo una notte piuttosto ‘rocambolesca’.
L’arresto è scattato per non aver ottemperato al decreto di espulsione emesso dal questore di Avellino il 3 agosto scorso, oltre che per resistenza a pubblico ufficiale. Ora il 34enne si trova in carcere a Cremona, dopo aver trascorso qualche ora nella cella della caserma dei carabinieri di Casalmaggiore, in attesa del processo. Tutto inizia alle 21 e 45 di domenica, quando alla polstrada di Casalmaggiore arriva una chiamata di un cittadino che segnala gli schiamazzi di un gruppo di stranieri alticci tra piazza Turati e vicolo Fantini (lì c’è un negozio indiano diventato un vero punto di ritrovo, nda). La polstrada, priva di pattuglia, ‘gira’ la segnalazione alla polizia locale. Nel frattempo, uno del gruppo, G.L., appunto, ubriaco perso, inizia ad orinare su alcune auto in sosta. Arrivano sul posto due agenti, ma l’albanese rifiuta di fornire loro le proprie generalità, inizia a insultarli e a dare delle testate. Inizia un inseguimento, c’è anche un inizio di collutazione, ma il 34enne, con uno strattone e spintonando i vigili, riesce a divincolarsi dalla presa e a scappare. Sono attimi di tensione, anche perché gli altri extraCee circondano minacciosamente gli agenti. Nel frattempo parte la chiamata ai carabinieri, che arrivano mentre G.L. fugge sull’argine e si nasconde nei pressi dell’idrometro, tra i cespugli, rischiando quasi di finire in acqua. Per alcune ore l’albanese resta nascosto, ma alla fine i carabinieri di Rivarolo del Re lo individuano, lo prelevano e lo portano in caserma. Qui emerge la storia di G.L. Lo scorso anno il giovane era stato arrestato dagli stessi carabinieri di Casalmaggiore per la violazione di un decreto di espulsione emesso dalla Procura di Teramo. Processato, era stato espulso, ma non aveva eseguito il provvedimento. Nel frattempo la procura di Roma aveva emesso a suo carico un ordine di custodia cautelare in carcere per ricettazione. ‘Beccato’ ad Avellino, era stato incarcerato ma alcuni giorni fa scarcerato in seguito all’indulto. Da tre giorni era ospite di parenti a Casalmaggiore. I carabinieri sospettano che G.L. fosse in procinto di individuare in zona eventuali obiettivi ‘appetibili’. L’alcol, però, gli ha giocato un brutto scherzo. I militari, al termine dei controlli, lo hanno condotto in via Ca’ del Ferro a Cremona.


L’ARENA.IT

Sentenza dell’Unione europea

È legittimo non assumere i fumatori

Il divieto non costituisce elemento discriminatorio

Ha suscitato un certo scalpore la recente decisione della Commissione dell’Unione Europea, in base alla quale è legittimo rifiutare l’assunzione di un lavoratore soltanto perché è un fumatore.
Lo ha affermato il Commissario UE per l’occupazione e gli affari sociali, Vladimir Spidla precisando che un tale divieto non viola in alcun modo i principi antidiscriminatori dell’Unione.
Ed al riguardo è stato ulteriormente chiarito che i suindicati principi riguardano esclusivamente fattori specifici quali le origini razziali ed etniche, il credo religioso, il sesso, oppure l’età, ma tra essi non è sicuramente contemplato il fumo.
Per quanto concerne in particolare l’Italia, va ricordato che, in base alla Legge n.3 del 16 gennaio 2003, dal 10 gennaio 2005 sussiste il divieto di fumare anche nei luoghi di lavoro, salvo che il datore di lavoro predisponga aree apposite a tal fine, che devono comunque rispettare gli standard tecnici sanciti da un Decreto del dicembre 2003.
In ordine poi ai principi di non discriminazione, va ricordato che con i due Decreti legislativi nn. 215 e 216 del 2003 è stata introdotta nel nostro ordinamento giuridico una normativa generale sulla parità di trattamento dei lavoratori in materia di occupazione ed accesso al lavoro, che prima erano disciplinati in maniera molto generica dall’art. 25 dello Statuto dei lavoratori del 1970.
I Decreti suindicati offrono attualmente ai lavoratori una adeguata tutela contro ogni tipo di discriminazione che sia basata su motivi razziali, origine etnica, convinzioni personali e religiose, età e condizioni di salute, in analogia a quanto era stato già in precedenza stabilito in sede europea.
In ordine alla più sopra richiamata decisione della Commissione europea che ha ritenuto legittimo il divieto di assunzione di un lavoratore in quanto fumatore, divieto posto in essere da parte di una società irlandese, alcuni studiosi hanno espresso la convinzione che la predetta decisione potrebbe aprire la porta a nuove forme di discriminazione che potrebbero di per sè essere considerate legittime, in quanto non espressamente previste dalla normativa generale.
E’ stato fatto così l’esempio che, per assurdo, i dator

Mercoledì, 23 Agosto 2006
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