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Rassegna stampa alcol e guida del 18 agosto 2006

A cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta
 

IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

GUIDA SICURA 

Al Marni e al Tabacchi jazz la campagna anti-alcol 

L’iniziativa della Asl, testimonial Tonio Liuzzi, riprende oggi e domani in due stabilimenti-discoteca della riviera 

di ADRIANA SETTUARIO

 

Dopo il primo esperimento antialcol allo stabilimento Canarie, stasera e domani si replica. Dalle 23 all’1 i volontari della campagna "per una guida sicura" saranno sulla riviera nord davanti al Marni beach e domani all’ingresso del Tabacchi jazz - Traghetto. Opuscoli informativi e alcol-test (palloncini) autosomministrabili saranno distribuiti tra i giovani. I responsabili dei due locali pescaresi sperano che il messaggio arrivi a destinazione ai tanti ragazzi che eccedono con l’alcol prima di salire in macchina. Non a caso come testimonial della campagna è stato scelto il pilota pescarese di Formula Uno, Vitantonio Liuzzi, grande atteso in queste due serate. «Anche se il nostro impegno è quello di far divertire - spiega Nilde Evangelista del Marni beach, speriamo di essere incisivi con questi incontri e far adottare una regola a tutela della propria vita e di quella altrui».

Se si pensa che in Italia il primo bicchiere d’alcol viene assunto all’età di 11-12 anni e che il consumo di bevande alcoliche aumenta nelle fasce comprese tra i 14 e i 17 anni, c’è di che preoccuparsi. E soprattutto riflettere sul numero degli incidenti in stato di ebbrezza.

Per cercare di far arrivare l’invito al maggior numero di giovani Asl, Comune, assessorato alla sanità della Regione, società italiana di alcologia (Sia), istituto superiore di Sanità, Aci e forze dell’ordine pubblico, promotori della campagna, hanno voluto "incontrare" i ragazzi proprio nei luoghi da loro maggiormente frequentati. D’altronde lo slogan scelto riassume bene i concetti: "l’alcol non è un buon compagno di viaggio. Guida con prudenza". Bere dunque con accortezza e non mettersi alla guida se non si è perfettamente sobri. Come ricordava lo stesso Liuzzi in Comune al fianco dell’assessore al turismo Di Pietrantonio: «Sono anch’io un frequentatore di locali e non è bello vedere ragazzi ridotti in stato indecente. Chi beve non deve guidare. Nel mio gruppo c’è sempre qualcuno che a turno si astiene, una moda ormai convalidata in tutta Europa». «Spesso si beve fuori pasto con l’intenzione di ubriacarsi - ha ricordato la responsabile del servizio di alcologia della Asl di Pescara, Splendora Rapini, rappresentante regionale alla consulta nazionale per l’alcologia -. La maggior parte dei giovani non percepisce l’alcol come fattore di rischio». Alterazioni visive, lentezza dei riflessi, senso di euforia come falso amplificatore delle proprie capacità sono alcuni tra i cambiamenti che mettono a repentaglio la vita di chi guida e dei suoi compagni.

 


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BARI)

IL PERSONAGGIO Ex alcolista, ora volontario 

Ecco come si può risalire dopo essere cascati sul fondo della bottiglia

 

Ha 54 anni ma è «maggiorenne» solo quest’anno: Enzo Ferrulli da 18 anni non tocca alcolici. La sua esperienza in un libro. E, racconta, quante casalinghe e quanti giovani cadono nel gorgo

Enzo Ferrulli, operaio, ha 54 anni ma ne dichiara 18. Li ha compiuti giusto qualche giorno fa ed ha festeggiato brindando con un bicchiere colmo della sua ritrovata dignità. Diciotto anni di maturità sono trascorsi dal momento in cui non ha più stappato una bottiglia per tracannare, da mane a sera, alcolici. Una drammatica avventura, per lo più vissuta a Bari, quella di Enzo che, uscito dall’abbrutimento, ora si dedica a chi, invece, ancora non ha provato la gioia di quella nausea che libera dalla malattia dell’alcol. Lo incontriamo in via Lazio al San Paolo, nella sede che ospita «La Speranza» che fa capo all’Acat, Associazione regionale club alcolisti in trattamento(numero verde 800597545). «Tante le casalinghe alcoliste e i giovani, quanto bevono i giovani - lamenta - possibile non si riesca a bloccare la pubblicità sugli alcolici? E’ un danno enorme». Ferrulli s’indigna ma non sembra perdere la speranza per salvare tanti alcolisti. Lui sa che la salvezza è nel manifestare fiducia. «Un giorno mi chiama la moglie di un alcolista. Era disperata e corro subito a casa sua. Il marito stava seduto davanti ad una pistola carica, voleva suicidarsi. Lo convinsi a non fare sciocchezze, l’ho seguito, consigliato e da tre anni non tocca più un goccio». E’ contento Enzo quando racconta di sue vittorie. «Una ragazza che ho aiutato e con la quale ho un sereno rapporto non beve da cinque mesi e credo sia sulla strada giusta». Si rabbuia quando, invece, riferisce di chi non ce l’ha fatta, come un suo compagno di studi, che è morto per cirrosi. Una vita quella di Enzo, segnata sin da giovane da sgangherate esperienze alla scuola della malavita cominciando con piccoli furti, per passare agli scippi sino alla rapina a mano armata, alle sparatorie con i Carabinieri. E intanto Enzo beveva, beveva, beveva, frequentava prostitute e la sua spavalderia nuotava in fiumi di alcol che lo facevano marcire. Arrivò a trovarsi steso a terra per la strada, immerso nei suoi vomito ed escrementi. E poi il carcere, tanto carcere. Nonostante una moglie, tre figli cui è sempre stato legato, la bottiglia era costantemente a portata di mano e di bocca. Anche un tentativo di suicidio oltre ai tanti per disintossicarsi. Enzo Ferrulli le sue esperienze le ha riportate in «Alcool», il coraggio di averne paura (Edizioni Giuseppe Laterza - Bari, 1996). Costa 10 Euro e il ricavato delle vendite va all’istituto «Fornelli» di Altamura dove don Francesco Saverio Colonna, aiuta tanti ad uscire da drammatiche situazioni esistenziali. «Alcool» ha la prefazione di Maria Teresa Salerno responsabile dei servizi algologia della Clinica Medica 1° del Policlinico di Bari. «Il libro che Ferrulli ha scritto nasce in profondità; dalla profondità di un uomo che ha molto sofferto, ma che nel momento in cui la sofferenza sembrava lo avesse definitivamente condannato, ha trovato la ragione, la spinta a reinventare la sua vita coinvolto da un sentimento che ogni uomo dovrebbe trovare per l’altro uomo: la fiducia». Enzo aveva dentro un demone per scacciare il quale la madre si rivolse persino ad un esorcista. «Cercavo di non bere, ma era più forte di me, bastava che bevessi un bicchiere di birra per volerne subito un secondo, un terzo e così via, finché non crollavo ubriaco per terra, svenuto», scrive Ferrulli nel suo libro. Una vita di disastri e anche di incontri positivi che, poco alla volta aiutarono Enzo ad uscire dal pelago. Ed ora è lui l’angelo custode di tanti alcolisti aiutandoli a rifarsi una vita e a non ricadere nel vortice di vino, birra, brandy ed altro ad alta gradazione bevuti giorno e notte come acqua fresca. Oggi Enzo Ferrulli è un uomo sereno, solare, lavora con tanta serietà e gode di stima, ha frequentato il Corso Serale per Lavoratori alla scuola media «Lombardi» al San Paolo ed ha conseguito la licenza, manco a dirlo, con una tesina sull’alcolismo, s’è riconciliato con i tre figli Desireé, Deborah e Dario. E, soprattutto, si dedica ad aiutare gli alcolisti. «Ogni sabato dalle 17 alle 19 sono in sede, telefono 0805388060, la speranza», annuncia. «Almeno per un primo incontro». Sul suo biglietto da visita è scritto: Enzo Ferrulli - Un cattivo esempio? Vittorio Stagnani

 


IL GAZZETTINO (VENEZIA)

Alcol proibito di sera L’ordinanza non piace

 

VENEZIA - Incredulità, perplessità, rabbia. Da Santa Margherita all’Erberia di Rialto, reagiscono così gli esercenti delle zone calde della città alla nuova ordinanza che prevede il divieto di vendita per asporto delle bevande alcoliche e superalcoliche dopo le 21.

In piazza San Marco sono invece pochi gli esercenti che si sbilanciano sulla nuova ordinanza del sindaco, per i più ancora avvolta in una fitta coltre di fumo. Bocche tappate soprattutto nei caffè storici, come il Florian, il Quadri e il Lavena. La normativa, entrata in vigore il 23 luglio ma comunicata dal Comune solo l’altro ieri, è stata un fulmine a ciel sereno per molti. L’altra sera avrebbero dovuto partire i controlli dei vigili nelle zone più "a rischio", ma nessun esercente lo sapeva.

Il provvedimento è giudicato "poco incisivo" anche da Piero Rosa Salva, capogruppo della Margherita (il partito del sindaco) in consiglio comunale: «Chi vuole eludere la normativa - spiega Rosa Salva - lo potrà fare facilmente. Mi sembra che le 21 sia davvero un orario da proibizionismo e poi dal divieto andrebbero escluse le lattine che, soprattutto vuote, non costituiscono un pericolo».

 


IL GAZZETTINO (VENEZIA)

I titolari dei Caffè criticano il provvedimento 

«Ordinanza assurda Esercenti bersagliati»

 

In piazza San Marco sono pochi gli esercenti che si sbilanciano sulla nuova ordinanza del sindaco, per i più ancora avvolta in una fitta coltre di fumo.

«Non voglio entrare nel merito della decisione - spiega Diego Carlon, titolare del Bar Aurora - ma se anche altre città europee hanno deciso di ricorrere a questa politica per frenare il dilagare di fenomeni di teppismo e vandalismo, un motivo ci sarà stato. Per valutarne l’efficacia in una città come Venezia - prosegue Carlon - occorrerà aspettare e capire se sarà applicata in modo restrittivo oppure no. Venezia, si sa, è una città che si distingue anche nell’applicazione di normative di questo genere».Giampietro Zennaro del Caffè Chioggia nutre una certa perplessità sull’applicazione dell’ordinanza. «Capisco le ragioni di chi ha voluto questo provvedimento - afferma - ma non lo condivido, in quanto non definisce in modo netto dove finisce il diritto del consumatore alla somministrazione della bevanda e dove inizia l’obbligo dell’esercente a rifiutare la prestazione. Se ad esempio un cliente servito dopo le nove ad un tavolo decidesse improvvisamente di andarsene con la bottiglia in mano cosa dobbiamo fare? Ritirargli la bevanda?».

Rincara la dose Bruno Malara del bar-gelateria Al Todaro. «E’ assurda. - sostiene - Da un lato proibisce la vendita per asporto di bottiglie e lattine o altri contenitori, dall’altro sembrerebbe esistere la possibilità della somministrazione di alcolici in bicchieri di carta. Se fosse così, non si riuscirebbe a capire l’utilità di un provvedimento di questo genere. Sarebbe stato meglio - sottolinea ancora Malara - sviluppare una politica di concertazione fra le varie categorie interessate per arrivare ad un’interpretazione univoca di normative che possono avere ricadute rilevanti per quegli esercizi commerciali che hanno puntato sulla vendita per asporto».

Lino Cazzavillan, titolare del Totobar e del bar Americano accusa la giunta Cacciari di nascondere con iniziative di questo genere la propria incapacità nel risolvere i problemi che attanagliano la città. «Questa giunta con il bilancio sempre in rosso, che non trova fondi per nessuna iniziativa di spessore - attacca - pretende che siano poi gli esercenti a tirar fuori fior di quattrini per salvare le manifestazioni che fanno grande la città agli occhi del mondo. Dobbiamo lavorare, produrre reddito, pagare le tasse per avere in cambio ordinanze di questo genere? Inutile prendersela con gli esercenti - conclude Cazzavillan - se il problema riguarda il senso civico di chi visita o vive a Venezia. Occorrerebbe, al contrario, mettere in atto azioni repressive nei confronti di chi non rispetta il decoro della città o mette a repentaglio l’incolumità dei cittadini».

G.M.

 


IL GAZZETTINO (VENEZIA)

I COMMENTI DELLA GENTE

 

Era presumibile che ai giovani non dovesse affatto piacere la nuova ordinanza del sindaco, era però meno prevedibile che il provvedimento in questione facesse storcere il naso anche agli adulti e persino alle persone di una certa età, amanti della quiete e dell’ordine. «Io alle sette di sera sono già a casa da un pezzo, quindi la nuova norma non mi tocca però trovo piuttosto inutile un’ordinanza del genere. È vero c’è chi esagera, ma l’obbiettivo da perseguire dovrebbe essere un altro, cioè far sì che i più giovani non facciano abuso di alcool, dentro e fuori dai locali. Dopo una certa ora se ne dovrebbe proibire la vendita e non solo l’asporto, almeno ai ragazzini», rilevaMaria Vanin, 85 anni portati con allegria. Dello stesso parere Marco Paccagnan, 28 anni: «Una norma del genere è fuorviante, soprattutto a Venezia che è una città fondamentalmente tranquilla. È giusto che ci sia più controllo sull’abuso dell’alcool ma riterrei più intelligente promuovere campagne volte a sensibilizzare i ragazzi, soprattutto quelli più giovani, a non eccedere, e questo a prescindere dall’ora o dalla logistica».

«Meno male che per il momento la normativa riguarda solo Venezia e la sua terraferma, ci mancherebbe che un’idea simile venisse al nostro caro Gentilini, anche se ora non è più in carica - sbotta Rosanna Bianchin, 50 anni, trevigiana - La trovo una limitazione assurda. Ad esempio, ci sono tante persone che amano prendersi una pizza e una birra da portare a casa. Dovrebbero forse guardare il cronometro per non rischiare di arrivare in pizzeria alle 21.05?». Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Berruta, 32 anni: «Chi vuole bere, ubriarcarsi e dare fastidio alla gente lo farà comunque. Caso mai non potrà bere per strada ma si "ingollerà" tutto l’alcool che vuole all’interno del locale e poi andrà comunque in giro a far caos. E poi, non comprendo come un gestore possa accorgersi se un cliente la lattina la beve tutta nel bar o decide di portarsela fuori». Per Rebecca Rigo, 20 anni, l’ordinanza è addirittura controproducente: «Se questa norma venisse applicata, ci sarebbe, soprattutto in estate, quando le gente esce di più, un sovraffollamento ed una confusione all’interno dei locali davvero insostenibile. E allora addio alla tanto famigerata ricerca della tutela della quiete pubblica». «Sarebbe giusto applicare un provvedimento del genere solo in tarda serata, diciamo dopo le 23, quando in effetti gira per strada anche "brutta gente". Dalle 21 mi sembra esagerato», rileva Claudio De Martin, 37 anni. «La considero una limitazione alla libertà personale, dei clienti così come dei gestori dei locali - afferma sicuro Marco Rigo, 31 anni. Chi ha un negozio ed una licenza non può rischiare di trovarsi con l’incasso dimezzato, così come chi vuole bersi una "birretta" tranquillamente seduto su una panchina ha tutto il diritto di farlo». Si schiera dalla parte dei gestori dei locali anche Paolo Gervasuti, 47 anni: «la trovo una norma assurda perchè va ad incidere sul profitto di chi, legalmente, lavora nella ristorazione. Coloro che operano in quest’ambito hanno tasse da pagare, affitti esosi, personale e devono, quindi, essere liberi di sfruttare al massimo le potenzialità del proprio esercizio commerciale, inclusa la vendita per asporto. Piuttosto che emanare ordinanze del genere l’amministrazione dovrebbe combattere l’abusivismo, il moto ondoso, gli scatolettisi, lo spopolamento. Questi sono i veri problemi di Venezia, non una bottiglia rotta per terra».

Claudia Meschini

 


IL GAZZETTINO (PADOVA)

Ubriacatura legalizzata: la questione ...

 

Ubriacatura legalizzata: la questione Portello. Mi sono recata nella nuova zona allestita di bar al Portello. I bar si susseguono l’un l’altro, si mischiano diverse tipologie di persone, dagli studenti ai professionisti, di tutte le età, maschi e femmine, con un unico distintivo: un bicchiere di vino in mano. E pensare che il tutto è nato come "strategia di ripiego", dopo l’azione di proibizionismo, messo in atto a unico scopo della tutela e del silenzio dei cittadini del centro!!! Mi chiedo come può un sindaco e tutta una giunta comunale, approvare uno spazio del genere? Come si può legittimare l’uso di alcol come impiego del tempo libero? Che insegnamento si da a un ragazzino che si approccia al primo bicchiere di vino, vedere persone più adulte di lui, che condividono la sua stessa esperienza? Che trovata è mai per un comune che dovrebbe educare ai valori civili, permettere una "zona spritz no limits"? Sono allibita: questo non è nè bigottismo e nemmeno retorica. Credo che un’amministrazione comunale, che dovrebbe pensare al bene e al futuro dei suoi cittadini, se decide di esportare un problema da una zona all’altra della città, (vedi Via Anelli) lo debba fare con testa, promuovendo un messaggio nuovo. Sarebbe stata un’ottima opportunità per promuovere altri modi per impiegare il tempo libero, per esempio, aver allestito insieme ai bar una mostra di libri, un canestro con il pallone, un calcetto "balilla", aver offerto dei contenuti artistici, e tante altre cose che potevano e possono far comprendere che l’esperienza del vino deve essere un momento da gustare e non uno stile di vita. Credo che una giunta di sinistra abbia perso con questa esperienza, una grande opportunità di iniziare a prendere in mano e risolvere un problema del mondo giovanile con una creativa e costruttiva collaborazione con i Progetti Giovane e con il Settore Sport e Cultura.

Paola Curcuruto

 


IL GAZZETTINO (NORDEST)

NELLE ALTRE CITTÀ

Padovani come "Cenerentola": dopo la mezzanotte i bar abbassano le serrande. A Treviso invece tazze colme di vino diventano una maratona con l’Ombralonga

Padova

 

Il problema degli spritz con l’affollamento dei giovani nelle piazze del centro e i conseguenti problemi di rumore per i residenti, sporcizia nelle strade e spaccio di droga ha costretto il Comune all’inizio di maggio ad emettere un’ordinanza che prevede che a mezzanotte tutti i bar del centro con licenza di tipo B, cioè senza ristorazione, debbano abbassare le serrande. Sono una ventina gli esercizi interessati.

Da quel momento è partita una guerra col Comune con serrate a ripetizione e ricorsi al Tar che però di recente ha bocciato le istanze dei baristi. Alcuni comunque hanno accettato di trasferirsi per l’estate nella zona del Piovego. Attualmente ristoranti e pizzerie, invece, possono rimanere aperti anche dopo le 24, ma con il divieto di svolgere attività di bar, nel senso che dopo l’orario indicato non possono servire al banco bevande alcoliche di nessun tipo: ai trasgressori viene inflitta la stessa multa per i bar sorpresi con le serrande alzate dopo l’orario indicato dall’ordinanza del sindaco.

Il provvedimento si è reso necessario anche per limitare il lancio di bottiglie di vetro che avviene nelle Piazze a tarda ora formando un tappeto di frammenti di vetro pericolosissimo per chi vi cammina sopra. Proprio per questo motivo dal 25 giugno al 25 luglio entrò in vigore anche un’ordinanza del prefetto Paolo Padoin per vietare "la vendita per asporto all’esterno dell’area di somministrazione di bevande alcoliche di qualunque gradazione, in vetro o in lattina".

Un provvedimento provvisorio adottato nei giorni dello spritz, il mercoledì, il venerdì e il sabato dalle 20 alle 6.30 nella zona compresa tra riviera Mussato, vie Savonarola e del Carmine, corso Garibaldi, riviere dei Ponti Romani e Tito Livio, via XX Settembre, riviere Sant’Agostino e San Tommaso.

Ma c’è anche chi delle bevute si fa vanto. A Treviso nessun divieto di somministrazione degli alcolici dopo le 21: l’amministrazione che per anni è stata di Gentilini ha sempre creduto nel rito dello "spritz" e dell’"ombra" di vino come elemento di socializzazione. Tanto da varare l’ormai celebre "Ombralonga", una specie di marcia non competitiva attraverso le osterie del centro, che a metà ottobre richiama da anni migliaia di persone in città.

I concorrenti, al momento dell’iscrizione, acquisiscono il diritto a una serie di tappe enogastronomiche ("cicchetto" più un bicchiere di vino) nei vari locali. Una manifestazione che è stata da sempre al centro di polemiche per alcune degenerazioni ma che è sempre stata difesa a spada tratta.

"Vendere alcolici solo fino a una certa ora della sera? Potrebbe essere un deterrente, ma il problema del consumo di alcool rischierebbe di spostarsi altrove". In qualche comune è già realtà, in qualche altro è solo un’idea. Si apre il dibattito sull’opportunità di bloccare anzitempo la vendita di alcolici nei bar per evitarne l’abuso. E Vicenza? Nella città del Palladio, come spiega il comandante della Polizia Locale Cristiano Rosini, lo stop esiste in occasioni particolari come le partite di calcio (durante le quali il divieto di vendita - prima e dopo l’evento - vige nella zona attorno allo stadio) o speciali manifestazioni (l’ultima, un mese fa, in piazza dei Signori e dintorni in concomitanza con la diretta tv con il maxischermo per la finale della Coppa del mondo di calcio). Per il resto, vino e ogni genere di alcool si possono vendere fino alla chiusura dei locali cioè fino alle 2 di notte (discoteche a parte, dove vigono regole più generali).

E se l’alcool da un lato è una delle cause principali di incidenti, dall’altro è uno dei motivi di ritrovo dei giovani in centro storico a Vicenza, specie durante l’estate. Quello delle "discoteche all’aperto", si sa, è un problema vecchio a cui è difficile fare fronte. Anche quest’anno non sono mancate le segnalazioni di residenti per il chiasso e le auto in sosta vietata, in particolare in alcuni punti del centro cittadino come quello accanto alla Basilica Palladiana. L’Amministrazione comunale e il vicesindaco e assessore alla Pubblica Sicurezza Valerio Sorrentino sono da tempo impegnati a tenere sotto controllo il fenomeno, come conferma il comandante: "I controlli sono frequenti. E’ giusto che il divertimento rispetti i residenti".

 


IL GAZZETTINO (VICENZA)

Valstagnese ubriaco provoca un incidente

 

Dopo l’incidente stradale, nel quale ha rischiato di finire nella scarpata sottostante, è emerso che guidava senza patente e per di più con un tasso alcolico superiore al consentito. Per questo motivo un altopianese, nativo di Conco e residente a Valstagna, C.G., 59 anni, è finito nei guai. Il fatto si è verificato l’altra sera, poco dopo le 20.30: l’uomo, alla guida della sua Ford Sierra, stava percorrendo la provinciale "Lusianese", verso la pianura, quando un chilometro dopo la deviazione che conduce a Monte Corno, ha perso il controllo della vettura che è sbandata sulla sinistra, finendo fuori strada, ma la sua corsa è stata bloccata per fortuna da un grosso pino. Il guidatore è uscito illeso, ma la vettura è rimasta pericolosamente in bilico, con una ruota nel vuoto. Per questo motivo, oltre ai carabinieri, sono intervenuti sul posto i vigili del fuoco di Asiago che, seppur a fatica, sono riusciti a rimettere in carreggiata la vettura. Al momento dell’identificazione da parte delle forze dell’ordine il valstagnese ha ammesso di essere privo del documento di guida (gli era stato sospesa nei mesi scorsi) mentre il controllo con l’etilometro, effettuato all’ospedale di Asiago, ha evidenziato un tasso alcolico tre volte superiore alla norma. Per questo motivo è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e per guida senza patente: ora rischia la revoca della patente.

VALSTAGNA

 


IL GIORNALE DI VICENZA.IT

È accaduto sul Ponte Nuovo. Il padre della piccola è riuscito ad annotare il numero di targa

 

Ubriaco al volante piomba sulle “strisce” ferisce una bambina e fugge, identificato

(v. p.) Stavano attraversando la strada nei pressi del Ponte Nuovo, sull’apposito passaggio pedonale. Erano da poco trascorse le 22.35 della sera di Ferragosto e una coppia di marocchini, marito e moglie, regolari, residenti in città, con a fianco i due figlioletti, erano ormai a pochi metri dal marciapiede.

All’improvviso, è spuntata una Volvo che ha urtato di striscio, la bambina della coppia di nordafricani. La piccola, sei anni appena, in seguito all’impatto è caduta sull’asfalto. Dall’auto investitrice è sceso anche il conducente, apparso alticcio. Il guidatore ha avuto una breve ma concitata discussione col padre della bimba, A.C., 54 anni, quindi senza accertarsi delle condizioni della piccola, è risalito in macchina ed è ripartito come se nulla fosse successo tra le proteste della famiglia di immigrati. Il marito però ha fatto in tempo a trascrivere il numero di targa della Volvo e ha avvertito subito il Commissariato di polizia di viale Pecori Giraldi. Contestualmente la bambina, trasportata al pronto soccorso dell’ospedale “San Bassiano” veniva medicata e giudicata guaribile con una prognosi di una settimana. Gli agenti, dopo aver eseguito gli accertamenti e le verifiche di prassi, poco prima dell’una hanno rintracciato il presunto investitore, un bassanese di 45 anni, M.Z., domiciliato in città, che qualche anno fa era stato “pizzicato” dai Cc al volante ancora in stato di ebbrezza. Accompagnato negli uffici del Commissariato per un controllo, il quarantacinquenne, ancora sotto i fumi dell’alcol, non ne ha voluto sapere di sottoporsi al test alcolemico. Così nei suoi confronti gli investigatori hanno sporto denuncia per guida in stato di ebbrezza e per essersi rifiutato di sottoporsi al controllo. L’uomo dovrà pure rispondere dell’imputazione di lesioni, poichè è stato denunciato anche dal padre della bambina ferita. Naturalmente a M.Z. è stata ritirata anche la patente come accadde in occasione del primo deferimento per guida in stato di ubriachezza.

 


IL MESSAGGERO (RIETI)

AMATRICE 

di PIETRO BIZZONI

 

Vandali in azione due notti fa ad Amatrice in pieno centro cittadino. Un gruppetto di balordi, forse in preda ai fumi dell’alcol, ha distrutto e danneggiato alcuni mezzi pubblici e qualcuno anche privato. A farne le spese gli automezzi di una ditta reatina per il trasporto e lo stoccaggio di rifiuti solidi urbani che erano parcheggiati nell’area utilizzata per il rimessaggio. Peggio è andata ad un carro attrezzi di un privato che è stato quasi demolito dalla follia dei vandali. Amatrice non è nuova a queste brutte sorprese; incendi, danneggiamenti ad infrastrutture pubbliche e private, graffiti di ogni genere su abitazioni ed esercizi commerciali, piccoli furti e demolizione sistematiche di automezzi, lasciano l’amaro in bocca. Poco più di un anno l’auto-emoteca dell’Avis fu letteralmente demolita. Cristalli infranti, porte divelte, strumentazioni sparite o rotte, carrozzeria presa a calci e sassate. Anche in quell’occasione, nessuno ha pagato ed i protagonisti di quella follia sono rimasti anonimi.

 


IL TEMPO

Ubriaco semina il panico

di GIANCARLO FLAVI

 

PALIANO — L’altra notte un giovane di Paliano, appena uscito dalla patrie galere grazie all’indulto, approvato di recente dal Parlamento italiano, in preda ai fumi dell’alcol, ha creato il panico nella centralissima piazza Colonna. Ecco i fatti: M.T. trent’anni, da poco uscito dalle carceri di Frosinone dove era rinchiuso a scontare diversi reati contro il patrimonio, è tornato a Paliano per trascorrere le ferie ferragostane ma evidentemente non ha resistito alla musica, alla festa, ai bellissimi fuochi artificiali, che hanno chiuso le feste dell’Assunta di Paliano. All’improvviso, poco dopo la mezzanotte, quando stavano terminando i fuochi di artificio, l’uomo si è avventato contro chiunque gli capitasse vicino sbraitando con i palianesi che non lo hanno mai protetto. Dopo aver divelto diverse suppellettili e colpito alcune persone, finalmente l’uomo è stato fermato e calmato dalle forze dell’ordine, che l’hanno tranquillizzato. È anche intervenuta l’ambulanza del 118 che per fortuna non è servita a nessuno. Una vera e propria bravata in piena regola, causata molto probabilmente, come detto, dai fumi dell’alcol. Una bravata che però costerà cara al trentenne che ovviamente è stato denunciato all’autorità giudiziaria per i reati che ha commesso durante la sua scorribanda.

 


L’ADIGE

BREVI

 

(…) Pergine, rissa in discoteca Forse l’alto tasso alcolico è all’origine del diverbio nato in una discoteca di Pergine tra due persone poco prima delle 3. Dalle parole, però, i due sono passati alle mani ed uno ha dovuto anche ricorrere alle cure dei sanitari: la prognosi è di otto giorni. Sul posto i carabinieri del radiomobile di Borgo Valsugana, che stanno indagando sull’accaduto. (…)

 


LA PROVINCIA DI CREMONA

Guardie in azione. Allontanati ubriachi, vagabondi e irregolari

Supercontrolli in ospedale

 

Anche per le guardie ospedaliere del Maggiore quelli a cavallo del Ferragosto sono stati giorni di superlavoro. Gli uomini in divisa chiamati a garantire sicurezza a degenti, visitatori e personale dell’ospedale cremonese (e dell’Oglio Po di Casalmaggiore) hanno pianificato una serie di servizi ad hoc di natura preventiva per impedire la presenza, nel nosocomio, di individui che disturbano, creano tensione, che si trovano lì senza alcun motivo. Bene, nell’arco di poche ore le guardie hanno individuato e allontanato una mezza dozzina di indesiderati: vagabondi, ubriachi, venditori ambulanti extracomunitari magari pronti a tentare di piazzare qualche capo contraffatto, abusivi che cercano di distribuire volantini. L’obiettivo dei servizi, colto in pieno, quello di dare tranquillità a tutti e, soprattutto, di evitare la presenza all’interno dei reparti di persone che lì proprio non devono stare. In passato le guardie dell’ospedale hanno portato a termine servizi analoghi ma anche risolto vicende spinose come l’individuazione di ladri che hanno messo a segno piccoli furti a danno di degenti e personale. Un altro fronte di intervento quello garantito al pronto soccorso, nottetempo, soprattutto durante i fine settimane, per placare persone alterate dal consumo di alcol oppure di sostanze stupefacenti.

 


CORRIERE ADRIATICO

Chiesto il rinvio a giudizio per un immigrato

Violenze alla moglie che rifiuta il velo

 

FIRENZE - Nel luglio del 2005, a Firenze, era finito in carcere perchè, non volendo che la sua sposa marocchina, minorenne, assomigliasse alle donne occidentali, per quasi un anno, l’avrebbe fatta vivere in un regime di sottomissione, fatto di violenze anche sessuali, di costrizioni come indossare il velo islamico e minacce. Nei confronti dell’uomo, un marocchino di 33 anni, A.K., immigrato regolare da tempo in Italia, con un lavoro da operaio in provincia di Firenze, il pm della procura del capoluogo toscano Luigi Bocciolini ha chiesto ieri il rinvio a giudizio per le accuse di maltrattamenti, violenza sessuale, percosse, lesioni, violenza privata e sequestro di persona. A denunciare il marocchino era stata la giovane moglie, allora diciassettenne. Dalle indagini, svolte dalla sezione del controllo del territorio della polizia municipale fiorentina, emerse che i due si erano sposati con un matrimonio combinato in Marocco, in seguito al quale la giovane, nel 2004, era arrivata in Italia, venendo a vivere a Firenze. Il marito, pur essendosi adeguato a usi occidentali come bere alcolici, non avrebbe voluto che la sua sposa facesse altrettanto. E così, riferì la giovane agli inquirenti, A.K. avrebbe cercato di convincerla con la violenza, con le minacce e le offese.

 


CORRIERE ADRIATICO

Guidava in stato d’ebbrezza

 

URBISAGLIA - I carabinieri hanno provveduto a denunciare a piede libero alla competente autorità giudiziaria un uomo di Urbisaglia di 57 anni per guida in stato di ebbrezza. L’uomo è stato fermato all’alba di giovedì mentre si trovava alla guida della sua auto da una pattuglia di militari. Sottoposto all’esame del palloncino, i valori di alcool presenti nel suo sangue sono risultati superiori a quelli consentiti dalla legge ed è stato denunciato. All’uomo è stata anche ritirata la patente di guida.

Perché come ha sottolineato il dottor Serpelloni, spesso alcolisti si diventa non a forza di coma etilici, ma concedendosi piccole e continue gratificazioni, alzando piano piano le dosi, impiegandoci anni, ma diventando, alla fine, dipendenti.

 


L’ARENA.IT

Pomeriggio caldo in piazza San Zeno dove sono intervenute due volanti della polizia

Ubriaco prende a pugni un’automobile

Denunciato per danni, dovrà rispondere anche di immigrazione clandestina

 

I fumi dell’alcol, nonostante la giornata decisamente poco assolata di mercoledì, hanno giocato un brutto scherzo ad un trentasettenne tunisino, che adesso rischia una condanna per una serie di reati. Il fatto è accaduto poco dopo le 16, in piazza San Zeno. Oltre a dare in escandescenze davanti a una cinquantina di persone, fra residenti e turisti attirati dal trambusto, l’immigrato se l’era presa senza motivo apparente con un’automobile parcheggiata in piazza.

Ad un controllo da parte degli agenti di una Volante della polizia, è risultato che il tunisino era in possesso di un passaparto scaduto. A suo carico, inoltre, risultava un decreto di espulsione del questore di Verona notificatogli l’8 agosto scorso. Inoltre, secondo i presenti, l’uomo aveva danneggiato colpendolo con una serie di pugni, il cofano di una Lancia Ypsilon, il cui proprietario, residente a Bussolengo, ha sporto denuncia. Posata sul selciato, c’era una bottiglia di vino.

A quel punto gli agenti lo invitavano a seguirli in questura, ma il tunisino si rifiutava di salire in macchina, dimenandosi come un forsennato e minacciando i poliziotti che cercavano in tutti i modi di convincerlo a seguirli. In aiuto dei due agenti è quindi arrivata una seconda Volante. In quattro, i poliziotti riuscivano ad avere la meglio, spingendolo a forza all’interno dell’autovettura. Il tunisino, che durante il viaggio aveva continuato a dare in escandescanze, è stato arrestato e successivamente condotto nel carcere di Montorio per danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e violazione delle norme sull’immigrazione clandestina.

Ieri il giovane è comparso per l’udienza di convalida davanti al giudice Raffaele Ferraro che, in attesa del processo che si svolgerà il 18 settembre, ne ha disposto la scarcerazione con l’obbligo di presentarsi tre giorni la settimana in questura per la firma. (e.s.)

 


CORRIERE ADRIATICO

Arraffate al “Dì per Dì” per ubriacarsi

Ruba vodka e vino, preso

 

CHIARAVALLE - I carabinieri l’hanno trovato e bloccato prima che riuscisse a scolarsi le bottiglie di vodka e vino che aveva rubato poco prima al “Dì per Dì”, un market cittadino. Lui è ben conosciuto dai militari del luogo, ha 45 anni (P.F. le sue iniziali) e ieri l’altro voleva procurarsi bevande alcoliche da consumare. E’ entrato al market, ha preso due bottiglie, di vodka e vino, le ha nascoste alla meglio e se n’è andato senza ovviamente passare alla cassa. Ma essendo conosciuto un po’ da tutti, il furto è stato notato dagli addetti che hanno subito telefonato ai carabinieri. Non è stato fermato all’interno del market per non creare disagio e potenziale pericolo ai clienti. La ricerca dei carabinieri è stata breve. L’uomo era alla stazione ferroviaria e stava per dare inizio alla mega bevuta. E’ stato denunciato per furto aggravato.

 


CORRIERE ADRIATICO

E a Porto Recanati ferito un ciclista osimano che è in prognosi riservata

Schianto, motociclista all’ospedale

 

LORETO - Strade pericolose per le due ruote. Un centauro e un ciclista sono rimasti gravemente feriti in due distinti incidenti che ripropongono ancora il tema della sicurezza sulle strade. Ieri, nel primo pomeriggio, di un incidente è rimasto vittima M. B., 35 anni, di Loreto. Era in sella a una moto che è entrata in collisione con un’auto poco prima di Scossicci. Le cause sono in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia stradale di Civitanova. Tempestivo e immediato l’intervento dell’ambulanza del 118 di Loreto, allertata dalla centrale operativa, che ha anche fatto intervenire sul posto l’eliambulanza anche perché in un primo momento le condizioni del ferito sono apparse piuttosto gravi. La situazione, poi, grazie all’intervento del personale medico del 118 e del pronto soccorso, è migliorata. Il ferito non corre pericolo di vita.

Resta ancora grave invece Francesco Angeletti, 28 anni, di Osimo. Il giovane è rimasto ferito la notte di Ferragosto a Porto Recanati. Era in sella a una bicicletta che intorno alle 2 e 45 è stata urtata da una Peugeot condotta da un ventenne di Castelfidardo. E’ stato trasportato all’ospedale di Torrette dove ieri è stato sottoposto a una Tac per verificare la gravità dei traumi subiti: ha infatti riportato una fratture cranica. In attesa che siano completati gli accertamenti sanitari, la prognosi resta riservata. All’automobilista rimasto coinvolto nell’incidente, risultato positivo all’etilometro, è stata ritirata la patente.

 


CORRIERE ROMAGNA

“Alticcia” al chiosco e violenta con il 113

 

CESENA - Per le accuse che le sono state mosse contro, aveva decisamente alzato un po’ troppo il gomito. Ed ha deciso di “animare” la serata che stava scorrendo al ritmo di musica al Chiosco dei giardinetti Savelli.Due sere fa attorno alle 23 era pieno di gente quando questa donna, polacca, 40enne, secondo le accuse palesava un deciso stato di ubriachezza.A chiamare il 113 sono stati con ogni probabilità alcuni conoscenti dei proprietari del chiosco stesso, quando hanno notato che la donna si avvicinava con troppa frequenza e con fare eccessivamente interessato alla cassa contenente i soldi.I poliziotti del Commissariato di Cesena sono arrivati sul posto per un controllo di routine. Ma hanno capito subito che la donna andava trasportata in ufficio per le identificazioni di rito.Qui è successo un po’ di tutto. La donna ha aggredito un paio di agenti procurando loro 5 giorni di prognosi medicati al Bufalini. A quel punto è scattato l’arresto e ieri di fronte al giudice Luisa Del Bianco (pm Francesco Buzzi) dopo la convalida dell’arresto, accusa e difesa hanno raggiunto l’accordo per un patteggiamento. Quattro mesi di pena sospesa per la polacca residente in zona.

 


CORRIERE ROMAGNA

Alcol alla guida Due imolesi denunciati

IMOLA - Notte ad alto tasso alcolico per due automobilisti imolesi finiti nei guai dopo un controllo dei carabinieri di Imola all’altezza del Ponte Vecchio.Al posto di blocco istituito dai militari nella notte di mercoledì lungo la via Pisacane, sono stati fermati, alle 2.30 e successivamente alle 3.40 due giovani automobilisti di 23 e 27 anni entrambi imolesi a bordo delle rispettive vetture. Il primo aveva nel sangue un tasso alcolico di 0,85 grammi/litro, il secondo invece è risultato positivo all’etilometro con un tasso che superava del doppio quello consentito (pari a 0,50g/l).Per entrambi gli imolesi è scattata la sanzione, il sequestro della macchina e la denuncia penale prevista dal codice della strada. Complessivamente sono stati decurtati dalle loro patenti anche 20 punti.

 


CORRIERE ROMAGNA

Donna troppo ubriaca portata in Questura

 

RIMINI - Resistenza minacce a pubblico ufficiale e ubriachezza molesta. Queste le denunce piovute alle 22,30 di mercoledì su una turista pescarese di 26 anni, trovata completamente ubriaca e barcollante dall’equipaggio di una Volante in via Coletti. La ragazza non ha per niente gradito le attenzioni degli agenti fermatisi per prestarle soccorso. Anzi, quando l’hanno invitata a farsi da parte, ha “dato di matto” ritrovandosi così a smaltire la sbronza negli uffici di corso D’Augusto. Questura dove sono stati accompagnati e indagati a piede libero anche una brasiliana del ’70 per inosservanza del foglio di via e un senegalese di 31 anni che all’atto del controllo ha mostrato un permesso di soggiorno falso.

 


CORRIERE ROMAGNA

Guida in stato di ebbrezza in bici

 

FORLI’ - Due ciclisti sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza. Pedalavano per la città ubriachi fradici. Una pattuglia della Polizia Stradale di Rocca li ha fermati in viale Salinatore l’altra notte e una volta identificati li ha sottoposti al test dell’etilometro. Si tratta di un moldavo di 32 anni e di un russo di 21. Il primo aveva un tasso alcolemico di 2,27, il secondo di 2,11. Entrambi sono stati denunciati a piede libero per guida in stato di ebbrezza. Se i due soggetti fossero detentori di patente di guida correrebbero il rischio di vedersela ritirare nonostante abbiano commesso l’infrazione con la bicicletta e non con l’auto. Il codice della strada parla chiaro e sottolinea che non si possono guidare “mezzi” in stato di ebbrezza. E la bicicletta viene considerato un “mezzo” a tutti gli effetti. Il ritiro o meno di un loro eventuale permesso di guida sarà però deciso dal giudice al momento del processo. Il reato è diventato penale e viene trattato dai giudici di pace non prima di essere stato istruito dalla Procura.

 


L’ARENA

Una droga sottovalutata. Sono in aumento i giovanissimi che abusano di liquori e vino. Ma dalla dipendenza si può guarire

Beve troppo, ragazzino in coma

Ha 14 anni ed è stato ricoverato in pediatria. Soccorsa anche un’adolescente

di Alessandra Vaccari

 

Quattordici anni. In coma etilico. In ospedale. In pediatria, perché a quell’età è lì che ti portano, anche se ti senti grande, anche se l’hai fatta grossa e la patologia ti porterebbe in altri reparti.

Due casi nella st

Sabato, 19 Agosto 2006
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