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Il
saluti del Direttore Centrale
delle Specialità della Polizia di Stato Prefetto Pasquale
Piscitelli.

Caro
Biserni,
quando si fa un lavoro difficile poter contare su un alleato leale
e di qualità è molto importante.
Occuparsi di sicurezza stradale è difficile: bisogna conoscere
approfonditamente le logiche della mobilità viaria; si deve
essere in grado di prevederne le evoluzioni e, soprattutto, le criticità;
bisogna essere capaci di immaginare le strategie giuste perché
le risorse disponibili possano essere sfruttate al massimo delle
loro potenzialità.
Quante volte in questi dodici anni chi come me ha avuto qualche
responsabilità in materia di sicurezza stradale ha potuto
leggere su uno dei cento numeri del Centauro proposte,
suggerimenti, analisi, stimoli, sostegni sempre puntuali, di grande
perspicacia e, soprattutto, ispirati ad una coerenza rigorosa che
si può trovare soltanto quando le cose si fanno non solo
in piena consapevolezza, ma anche con una profonda passione.
Sì, caro Biserni, il Centauro per me e per tutta la Polizia
Stradale e stato questo: un alleato leale, un sostenitore convinto,
un suggeritore intelligente, uno stimolo costante a fare sempre
di più e sempre meglio.
Ma daltra parte, poteva essere diversamente per una rivista
che è la voce di unassociazione che è fatta
di amici e sostenitori della Polizia Stradale.
Il Centesimo numero mi offre lopportunità di rimarcare
tutto questo, di compiacermene ancora una volta, nella piena convinzione
che lASAPS continuerà a fare la sua parte con la stessa
passione, la stessa determinazione, la stessa coerenza dei primi
dodici anni, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento per
la Polizia Stradale e per quanti si occupano di sicurezza stradale.
Grazie allora e auguri.
Pasquale
Piscitelli.
Il
saluto del Direttore del Servizio Polizia Stradale Dr. Antonio Giannella.

Caro
Presidente,
con piacere formulo i miei più sentiti auguri per i 12 anni
di vita della Rivista, giunta al numero 100.
Dodici anni di evoluzione, di rinnovamento e trasformazione della
Polizia Stradale, raccontati con attenzione da II Centauro,
che col passare del tempo è cresciuto e migliorato, diventando
un pregiato strumento di comunicazione e di aggiornamento per tutti
gli iscritti.
Se è indiscutibile la maggiore diffusione e consapevolezza
di quella cultura della sicurezza stradale, per cui lavoriamo con
strumenti e responsabilità differenti, altrettanto vero è
che la sfida è sempre più ambiziosa e che non sono
ammessi insuccessi, trattandosi di salvaguardare la vita umana.
In tale direzione, sono convinto che la collaborazione dellA.S.A.P.S.
rappresenti una risorsa preziosa, di sostegno e stimolo, anche per
la promozione di iniziative di valore da sempre riservata al personale
della Specialità, che rappresenta il motore di ogni progettualità.
Con l'orgoglio di rappresentare la Polizia Stradale saluto per il
Suo tramite tutti i dipendenti, anche in pensione, con il Centauro
cucito sulla spalla, ringraziando, in particolare, le famiglie dei
dipendenti che hanno perso la vita per garantire la sicurezza sulle
strade.
Antonio
Giannella.
Il
Presidente di Sicurstrada Giancarlo Brunello
UNA COLLABORAZIONE CHE VIENE DA LONTANO.

La
mia collaborazione (e nostra come Sicurstrada) con Asaps risale
ad un fortuito incontro a Forlì, organizzato dallOsservatorio
per la sicurezza della Regione Emilia Romagna insieme ad un gruppo
di mamme romagnole. Era uno dei primi convegni sulle stragi del
sabato sera, dei primi anni 90. Queste mamme avevano raccolto
migliaia di firme e chiedevano al Prefetto di Forlì di proteggere
i loro figli da quella che era ed è, uno dei drammi sociali
più difficili da spiegare e giustificare.
A Forlì se ne discuteva, per la prima volta.
Lincontro fu fatale: lì nacque lidea, prima di
un Progetto Sicurezza denominato Sicurstrada e poi una
specifica Associazione che si occupasse in modo permanente di sicurezza
ed educazione stradale.
Da allora la collaborazione tra lAssociazione Sicurstrada
e lAsaps ha avuto inizio, si è caratterizzata anche
con la nomina del Presidente dellAsaps, a Vice Presidente
di Sicurstrada, questo a conferma di quanto sia importante
e radicata, la profonda amicizia tra i dirigenti delle due Associazioni.
Una collaborazione fatta di contenuti, di ideali e di passioni,
vissuta tra persone che si stimano e si rispettano. Forte e continua
anche la collaborazione di Sicustrada con il Centauro una rivista
ricca di contenuti, analisi e proposte. Da quel convegno a Forlì,
ne sono sicuro, nacque tutta la casistica e la cultura della sicurezza-prevenzione
verso i giovani nelle strade. Su quella idea e su quei contenuti
si è lavorato per discutere e dibattere questo annoso e grave
problema sociale.
Oggi molti ne parlano, ma è un dialogo tra sordi. Nessuno
vuole ascoltare le ragioni degli altri e difende solo le sue. Mentre
si discute, la situazione diventa sempre più pesante, il
mondo delle discoteche, luogo deccellenza di ritrovo dei giovani,
meriterebbe più attenzione. Insomma più silenzi e
meno chiacchiere, ma più decisioni e controlli. Sui fatti
concreti Asaps ha le carte in regola. Misurata e precisa nei commenti
e negli studi, efficace nei suoi interventi nel concreto.
E un valore per noi, oltre che un piacere, una simile amicizia.
E una volta tanto, a noi sembra che un valore personale possa essere
considerato un valore sociale assoluto.
Ciao Asaps.
Giancarlo
Brunello
Presidente dellAssociazione Sicurstrada
Associazione Europea per la Sicurezza e la legalità.
Emanuela
Falcetti
UN VIAGGIO INSIEME AL CENTAURO DA 100 NUMERI.

Caro
Centauro, per cento numeri abbiamo viaggiato insieme cercando le
stesse cose. Qualcuna labbiamo trovata, qualcunaltra
la stiamo ancora cercando. Di strada da fare ce nè
ancora molta, ma di una cosa sono sicura: da quando ci siete voi
è meno difficile lavorare per la sicurezza. Ricordiamoci
allora da dove siamo partiti, quando in Italia parlare di educazione
alla sicurezza era come predicare nel deserto, mentre adesso è
diventato un diritto-dovere, sui giornali, in televisione, tra la
gente.
Io però voglio festeggiare questi primi cento numeri di carta
raccontandovi un piccolo episodio della mia vita. Tempo fa ho incontrato
un maresciallo dei carabinieri in pensione che mi ha raccontato
la sua filosofia del pattugliamento. Per lui cerano
due soli modi di vigilare sulle strade: mettendosi davanti a una
curva o nascondendosi dietro una curva. Tutto qui? Tutto qui. Che
significa, secondo voi? Per me significa che una cosa è farsi
vedere prima della curva per invitare lautomobilista alla
prudenza, a non commettere errori, unaltra è invece
aspettare dietro la curva che si commetta linfrazione per
poi sanzionarla.
In questa filosofia, diciamo così dellasfalto cè
racchiusa tutta, la storia. del nostro Paese, le sue cattive abitudini,
gente che preferisce rincorrere i suoi guai piuttosto che prevenirli.
Voi de il Centauro, tu Giordano Biserni, continuate a farvi vedere
prima che inizi la curva
aiutateci a non far sbandare troppo
questo paese, per altri cento, e cento, e cento numeri.
Grazie.
Emanuela
Falcetti.
Il
saluto di Mauro Tedeschini direttore di Quattroruote
LASAPS IN PRIMA FILA PER LA SICUREZZA STRADALE.

Non
riesco neppure a immaginare, oggi, un'Italia senza l'ASAPS e 'Il
Centauro'. Ormai viene automatico, a tutti noi che lavoriamo nella
comunicazione in campo automobilstico, di dire "chiediamo
a Biserni " quando c'è da chiarire un dubbio sul Codice
della Strada, da cercare una statistica sulla circolazione e così
via. Io non sono pessimista in tema di sicurezza stradale: sono
convinto che in Italia stia maturando una consapevolezza di comportamenti
che, anno dopo anno, ci aiuterà a migliorare sensibilmente
il bilancio dei morti e dei feriti negli incidenti. Ma per riuscire
occorre avere tante professionalità che, ciascuna per le
sue competenze, diano un contributo positivo. L'ASAPS è in
prima fila in questo prezioso lavoro e noi di 'Quattroruote' speriamo
che lo rimanga a lungo con migliaia di numeri del 'Centauro' ancora
davanti a noi.
Auguri, di cuore
Mauro
Tedeschini
Direttore di QUATTRORUOTE.
Nestore
Morosini del Corriere della Sera
IL CENTAURO, UN' INSOSTITUIBILE
BIBBIA DELLA SICUREZZA STRADALE.

Il
Centauro compie cento numeri. Un fatto memorabile, per quello che
occorre considerare uno dei più grandi successi editoriali
degli ultimi anni. Uscito quasi come pubblicazione clandestina,
come organo ufficiale dellAsaps, associazione fondata da agenti
di Polizia Stradale puressa considerabile semi carbonara,
il Centauro si è via via trasformato in un organo di
informazione e di elaborazione di statistiche difficilmente superabile,
comunque inimitabile e inimitato. Il Centauro, soprattutto
nelle sue giornaliere edizioni on-line, è diventato una base
di lancio insostituibile per il giornalista attento ai problemi
della sicurezza stradale e alle statistiche con essa connesse. Personalmente,
cedendo immediatamente alle primitive, amorevoli insistenze
di Giordano Biserni (il direttore) per farmelo accettare, ho tratto
vantaggi incredibili dalle pagine del Centauro: patente a punti,
incidentalità, proiezioni statistiche, tutta una serie di
notizie e anticipazioni insomma che hanno consentito al Corriere
della Sera il mio giornale, di effettuare una serie di scoop
ripresi dai gruppi televisivi italiani. Non è un caso, dunque,
che il Centauro sia diventato la bibbia della sicurezza stradale
in tutte le sue sfaccettature. Il Centauro, dunque, ha compiuto
i suoi primi cento numeri. Cosa augurargli? Altre cento pubblicazioni?
Non solo. Anche laugurio, piuttosto, è che sulle sue
pagine non trovino sbocco solo le opinioni (competentissime, devo
dire) dei soci dellAsaps, ma anche le opinioni delle autorità
ufficiali della Polizia di Stato. Perché, chi si batte per
la sicurezza stradale, per diminuire incidenti, morti e feriti merita
il premio del riconoscimento.
Nestore
Morosini.
Leditore
de il Centauro Angelo Carlo Verdi
UNA SCOMMESSA VINTA.

Era
il mese di febbraio 1995 e tra mille problemi e qualche affanno
davo alle stampe una rivista dal sapore mitologico: Il Centauro.
Rappresentava lorgano ufficiale di unAssociazione nata
da qualche anno che si interessava di problematiche legate alla
circolazione stradale con un nome o meglio una sigla alquanto elaborata
e quasi impronunciabile: ASAPS. Chi lavrebbe mai detto allora,
ma ancora qualche anno fa, che una rivista sebbene gestita da grandi
tecnici ed esperti provenienti dalla Polizia Stradale, e quindi
giornalisti non professionisti o comunque alle prime armi, avesse
compiuto dopo 11 anni il numero 100?
Probabilmente nessuno. 100 numeri che, oserei dire, rappresentano
la storia della sicurezza stradale degli ultimi anni in Italia e
un punto di riferimento e di approfondimento da cui attingono mensilmente
carta stampata radio e televisioni. Ma non vado oltre perché
chi si loda simbroda e quindi passo ai ringraziamenti per
tutti coloro che ci hanno permesso di raggiungere questo ambitissimo
traguardo a cominciare innanzitutto dagli abbonati e dagli inserzionisti
che rappresentano il vero motore nonché la spina dorsale
della rivista, non avendo mai avuto né richiesto alcun finanziamento
pubblico, senza dimenticare i miei collaboratori sempre pronti e
attenti a cogliere le opportunità offerte dal mercato, lo
staff di via Consolare a Forlì, i circa 400 referenti ASAPS
presenti su tutto il territorio nazionale, il direttore responsabile
e presidente dellAssociazione, dr. Giordano Biserni e la redazione
che mi hanno sempre confezionato mese dopo mese, spesso in anticipo,
una rivista finita, riveduta e corretta, sempre corredata
da un inesauribile materiale fotografico spesso inedito, pronta
per essere stampata senza le classiche indecisioni dellultima
ora e chi fa il mio mestiere sa cosa significa.
Con laugurio di un sereno Natale 2005 e un felice Anno 2006,
termino queste poche righe con un grazie, un immenso grazie a tutti
i lettori.
Angelo
Carlo Verdi .
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