Martedì 27 Giugno 2017
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Ecco alcune semplici regole per migliorare la sicurezza operativa alla guida del veicolo 4x4 di servizio per una buona tenuta di strada del veicolo, ma anche per aumentare la prontezza di riflessi del guidatore

di Carlo Rinaldi*

Riteniamo opportuno fornire delle indicazioni tecnico-pratiche di base, per guidare i veicoli 4x4 in servizio di istituto in modo da affrontare con maggiore sicurezza strade innevate; vi garantirete così una minima conoscenza teorica delle problematiche connesse alla guida di questi speciali mezzi e, di conseguenza, aumentare la vostra sicurezza, quella del vostro equipaggio e quella degli utenti durante l’espletamento del proprio servizio. Tuttavia, nulla può surrogare un buon corso teorico-pratico specifico per questi particolari veicoli, l’unica strada da percorrere per acquisire un livello davvero completo di preparazione e che, purtroppo, esula dal normale percorso formativo stabilito per il rilascio della patente di servizio.
La guida sulla neve è senza dubbio tra le più insidiose tipologie di conduzione che un conducente di normale esperienza può trovarsi ad affrontare, poiché, intuire in quali situazioni ed in quale misura possa annidarsi il pericolo è quanto mai difficile. Una valutazione di rischio dalla quale, meno che mai, può esimersi il conducente professionista in divisa - qualsiasi essa sia - che si trovi a condurre un veicolo con le caratteristiche di “fuoristrada”, anch’esso in livrea d’istituto.
Proprio noi conducenti in divisa siamo più a rischio di tutti: ci sentiamo un po’ sopra le righe, con quel veicolo inarrestabile - grossa bugia - che per il Codice della Strada è un veicolo a trazione sulle 4 ruote ma che tutti chiamano “fuoristrada”, munito di sirena e di lampeggianti blu.
Un veicolo 4x4 specifico - un “vero fuoristrada con capacità di arrampicatore” – di certo infonde sicurezza con la sua mole, con la sua altezza da terra e la sua trazione integrale, con la sua dotazione ordinaria o straordinaria di accessori; se vi si aggiunge poi la propria personale “esperienza” di guida di Polizia o di soccorso tecnico istituzionale (Vigili del Fuoco) maturata con i veicoli di servizio “normali” - con caratteristiche prettamente stradali, quindi – allora è facile cadere in errore.
Non vi è cosa più sbagliata che fidarsi delle caratteristiche “speciali”del nostro 4x4.

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Durante o dopo una nevicata, i veicoli che potremmo avere la possibilità di notare adagiati in un fosso, oppure sbattuti contro un muro, contro un albero, o cappottati, o che ancora potremmo veder sbandare ed invadere l’altra carreggiata, sono quasi sempre fuoristrada o “suv” di discrete dimensioni. Conducenti tanto presuntuosi quanto superficiali si affidano totalmente alla svariata congerie di sistemi elettronici di sicurezza - tutti i sistemi di inserimento automatico della trazione integrale e poi ABS, ESP, ASR, ecc. - credendola risolutiva in queste particolari situazioni, dimenticando però la propria personale imperizia nella corretta conduzione.
Negli ultimi anni, le case automobilistiche hanno messo in produzione veicoli 4x4 sofisticatissimi, sempre più performanti, quasi inarrestabili in mano ad un esperto conducente; ma un conducente esperto di veicoli 4x4 non è il normale utente della strada e neppure l’autista professionale, ancorché in divisa.
Una vettura non si può considerare sicura soltanto perché vanta quattro ruote motrici oppure perché ha l’ABS o tutti i possibili marchingegni elettronici disponibili messi insieme.
Questa tecnologia permette certamente di guidare in modo più sicuro, ma occorre comunque conoscerla, toccarla con mano e avvicinarla con la dovuta cautela; per usarla in condizioni climatiche avverse, sono comunque necessarie buone doti tecniche di guida e una mente preparata alla corretta conduzione di questi veicoli.
Anche un veicolo 4x4, alla stregua di qualsivoglia altro veicolo, quando viene impegnato al limite, non permette correzioni in caso di un errore; quindi, non resta che mettersi in condizione di non sbagliare.
Entriamo adesso nello specifico della conduzione dei nostri veicoli di servizio 4x4 – che, di sicuro, non sono di ultimissima generazione - ed alla neve come condizione climatica critica di guida.
Prima di tutto, dobbiamo riconoscere e classificare la neve nei suoi vari aspetti, per essere poi in grado di applicare le corrette ed appropriate tecniche di guida.
La possiamo incontrare sul nostro cammino in varie maniere, la neve: innanzitutto, nel caso di precipitazione vera e propria con le sue varie intensità, per cui avremo una diminuzione di aderenza degli pneumatici e scarsa visibilità - in quest’ultimo caso spesso favorita dal malfunzionamento del tergivetro - oltre ad improvvisi e duraturi appannamenti del parabrezza, dati dallo sbalzo di temperatura tra esterno ed interno del cristallo e dall’apporto di calore ed umidità prodotti dal nostro corpo con gli indumenti umidi o bagnati - anche in questo caso, può darsi che il veicolo 4x4 di servizio sia sprovvisto di un efficace climatizzatore.

Potremmo essere i primi a transitare sulla neve – vedremo dopo come comportarci - oppure essere in scia di altri veicoli; in questo secondo caso, dobbiamo mantenere un notevole spazio tra veicolo e veicolo, anche se siete in emergenza a sirena e non vi stanno a dare strada.
Stiamo transitando su “neve battuta”, alla guida del nostro 4x4 con le gomme adeguate. Ma quali sono? Le avete controllate? Sono efficienti? Devono riportare come minimo la sigla M/S oppure M+S (mud/snow, ovvero fango e neve), altrimenti, non appena il manto bianco inizia ad assumere lo spessore di alcuni centimetri, saremo costretti a montare le odiosissime catene. Queste ultime dovranno essere della misura adeguata al veicolo che state guidando al momento, sempre che siano presenti a bordo e che la capacità di installarle faccia parte del vostro bagaglio professionale.
Il fondo con neve battuta è rappresentato da tutte quelle strade - di qualsiasi genere che ci troviamo a percorrere per il nostro servizio, sia esso normale che in condizioni di emergenza - nelle quali già esistono precedenti tracce di veicoli che, seppur con le dovute cautele, facilitano sensibilmente l’avanzamento. In questo caso, avendo già inserito la trazione integrale (sia che il nostro veicolo sia a trazione integrale permanente o con l’inserimento della motricità anche sull’avantreno), si può procedere senza grosse difficoltà fino a pendenze ricompresse tra il 15 ed il 25%, a condizione che la neve non sia schiacciata e ghiacciata, oppure che l’avanzamento non venga ostacolato dall’eccessivo spessore della neve contro il sottoscocca del veicolo. Preciso che ci stiamo trovando su strade asfaltate innevate; su altri tipi di strade o percorsi il discorso è tutt’altro che semplice.

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Comportamento corretto:
• usate le marce “lunghe” e non le ridotte;
• bloccate il terzo differenziale sulle integrali permanenti; inserire la trazione 4x4 per le altre e chi ha i mozzi liberi sull’anteriore ricordarsi di bloccarli;
• mantenere bassa la velocità, anche se, apparentemente, il veicolo tiene bene la strada e avanza senza sbandare o perdite di aderenza;
• mantenete l’andatura costante, anche se a velocità contenuta, astenendosi da rapidi cambi di marcia che potrebbero esaltare, specie in discesa, l’effetto frenante del motore, rischiando di bloccare le ruote e far sbandare il veicolo;
• avanzate sempre lungo le carreggiate già esistenti, dove la neve è più compatta;
• evitate assolutamente manovre brusche in accelerazione, frenata o sterzata, anche se, lo ripetiamo, all’apparenza il veicolo si comporta regolarmente sulla strada;
• in caso ci si voglia avventurare lungo percorsi con pendenza superiore al 25%, è obbligatorio ricorrere all’adozione delle catene, da applicare naturalmente a tutte le ruote motrici del veicolo; dal momento che ci troviamo alla guida di un veicolo di Polizia o di soccorso, ricordiamoci che è meglio ritardare il nostro intervento per essersi fermati ad istallare le catene che non arrivare, o, peggio, essere soccorsi a nostra volta, perché abbiamo confidato troppo nelle nostre capacità.
• mantenete sempre una discreta distanza di sicurezza rispetto ai veicoli che precedono ed incrementatela, sia in salita che in discesa; in salita, eviterete così di fermarvi per poi dover ripartire con grande difficoltà, mentre in discesa eviterete di fermarvi contro qualcosa o – molto peggio - contro qualcuno.

 

In salita: procedete, per quanto possibile, a gas costante, sterzando il meno possibile e comunque in modo progressivo; percorrete le curve con un filo di gas e, in caso di decelerazione, tornare ad accelerare nuovamente soltanto a volante quasi diritto.
Se la salita può metterci mentalmente in difficoltà, di norma non crea situazioni di grande pericolo: un errore viene spesso perdonato dalla pendenza della strada che, in poco spazio, contribuisce ad far fermare il nostro veicolo.
Per le varie tipologie di neve, in ogni circostanza, è sicuro che, tanto più le gomme sono strette, meglio si va avanti. La scolpitura è certamente importante, perche oltre alla motricità assicura direzionalità al veicolo. Quanto alla trattività, a far la differenza è in primo luogo la mescola con cui è realizzato il battistrada.
In caso di neve fresca, molto soffice, la capacità dei tasselli di tracciare un’impronta profonda diventa decisiva: con scolpitura limitata, infatti, anche in questo caso il pneumatico si trasforma presto in uno "slick".
Quando si ha davanti un muro bianco alto più di mezzo metro, le catene sono necessarie altrimenti siamo arrivati al capolinea, anche se non sono sempre la panacea.

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La discesa è la fase più pericolosa; qui risiede l’insidia maggiore.
• percorrerla lentamente, a gas rilasciato, o se usato, costante; modulare la frenata;
• per i tratti lunghi è preferibile usare le ridotte , anche se in 4 o 5 marcia;
Nelle situazioni più critiche, un veicolo che sbanda o che scende a ruote bloccate acquista velocità e non si ferma fino a quando non incontra un ostacolo (scarpata compresa). Sarà quindi opportuno evitare i rischi e affrontare la discesa - anche se non molto ripida - solo se si hanno gli pneumatici adatti.
• installare le catene, anche per brevi tratti di pendenza frontale o specialmente se laterale; la presenza di catene a bordo del veicolo può risultare quindi provvidenziale per cavarsela nella maggior parte delle situazioni.
• affrontare una discesa “impegnativa”, sia per la pendenza che per il fondo a scarsa o scarsissima aderenza, solo se il tratto interessato è libero, compresa quell’area utile per potersi arrestare anche nel caso in cui “abbiamo perso un po’ il “controllo”, anche con le catene istallate.
• su strade di montagna, ove l’arteria ha una pendenza verso valle è consigliabile stare sempre a “monte “, ovvero anche contromano, per poter stare il più possibile lontano dal ciglio della strada; in questo caso, il collega di pattuglia dovrà trovarsi a terra per interdire la circolazione in senso contrario in quel tratto.
Strade con “neve non battuta” (neve fresca) da alcun veicolo, ovvero strade innevate immacolate.
La neve fresca ha più aderenza di quella pressata, la quale, a sua volta, è migliore di quella che ha già passato una notte e presenta più facilmente tratti ghiacciati, anche se solo in superficie.
Non vi sono particolari problemi fino a quando lo spessore della neve è contenuto entro i 30/40 cm e siamo in piano o falso piano, se la neve è farinosa e la temperatura è ben sotto lo 0, allora possiamo azzardare fino a spessori di 50/60 cm, ma attenzione ai primi avvertimenti di slittamento delle gomme; l’attento conducente, con la sensibilità del piede e un occhio al contagiri e l’altro fuori a vedere se le ruote girano troppo spesso a vuoto, si rende subito conto che la neve sta accumulandosi e comprimendosi sotto il vano motore; Se insisterete ancora sul gas, vi toccherà poi spalare molto per rimuovere la neve sotto il pianale del vostro veicolo.
Un’altra precauzione da adottare in questo caso riguarda l’eccessivo accumulo di neve davanti al radiatore che, oltre un certo limite, può pregiudicare seriamente – può sembrare strano, dato che la neve è fredda, ma il radiatore ha bisogno di un flusso d’aria costante - il raffreddamento del motore.
In caso di interventi su neve fresca, occorre informarsi preventivamente, per sapere se era già nevicato ed in quale misura, se vi erano stati interventi di spalaneve o spargisale, se si erano avuti incidenti con fuoriuscita dalla sede stradale, se vi erano “lavori in corso” e, soprattutto, se la temperatura si era mantenuta sempre sullo zero oppure se vi erano state giornate “calde” seguite da giornate “gelide”, senza trascurare le condizioni di vento; se così fosse ATTENZIONE, perché, sotto lo strato di neve immacolato, potrebbero celarsi il ghiaccio o delle tracce che condizioneranno la marcia del nostro veicolo come se questo fosse su dei binari, senza sapere però, dove questi binari ci condurranno; vista la scarsissima aderenza, anche uno scalino ghiacciato di pochi centimetri, si può trasformare in un ostacolo insormontabile, se non usiamo attenzione e tecnica appropriate.
Vi ricordo che la strada sottostante è asfaltata e se abbiamo delle buone gomme termiche o le catene - in relazione a pendenza, stato e quantità della neve, intensità del freddo e del vento, - dovremmo avanzare senza particolari intoppi, vi ricordo ancora di controllare spesso l’indicatore della temperatura motore.

Strade non asfaltate, terreni naturali o non preparati
Diamo solo degli accenni in quanto necessita di una conoscenza di base acquista e maturata delle tecniche di guida per terreni non preparati e di conseguenza lo spazio non è sufficiente .
• E’ doverosa la ricognizione a piedi in tutti quei casi in cui non si capisce la morfologia del terreno o per saggiare il terreno sotto il manto nevoso . L’azione di un vento forte durante la nevicata rischia di stravolgere completamente la naturale conformazione del terreno, per cui buche, pietre, massi o altri ostacoli saranno falsati ed occultati agli occhi del conducente, mentre l’assenza del vento durante la nevicata mantiene pressoché invariato il profilo iniziale del tracciato evidenziando gli eventuali ostacoli .
• conviene sempre, quando è possibile, raccogliere tutti i dati delle precipitazioni nevose, già sopra esposte, inoltre, può anche verificarsi che la temperatura, soprattutto nelle ore notturne o del tardo pomeriggio, torni nuovamente a valori inferiori allo zero, dando luogo alla formazione di pericolose lastre di ghiaccio, particolarmente estese nei punti in cui confluiscono le acque di scioglimento. Se dobbiamo fare il tragitto anche al ritorno può darsi che ci ritroviamo bloccati ed isolati e per giunta al buio della notte.
• dare sempre via radio o telefono la propria posizione e ripetere questo punto spesso. Tracciare il percorso in modo ben visibile, specialmente in caso di vento. Dare la posizione GPS se disponibile
• le catene è sempre meglio montarle, specialmente prima di affrontare salite o discese, o pendenze laterali, non quan¬do sarete bloccati a metà strada! In mancanza di queste, la possibilità di farcela dipende anche dalla vostra abilità, ma non ci fate troppo affidamento. Una pala deve far sempre parte del vostro bagaglio.
• in salita, partite in seconda ridotta quasi senza accelerare, soltanto rilasciando la frizione, per non scaricare troppa potenza sulle ruote ed evitare perdite di aderenza.
Nella guida sulla neve, occorre non commettere mai l’errore di non scambiare - come fanno purtroppo in molti - il proprio fuoristrada per un gatto delle nevi; eviterete così tutte quelle situazioni critiche le cui conseguenze potrebbero rivelarsi disastrose per l’incolumità delle persone, oltre al danneggiamento del veicolo ed alla perdita di tempo prezioso, che spesso pregiudica il nostro intervento, o anche soltanto il rientro per il meritato riposo.
Buon Lavoro a tutti.


I consigli di un vero esperto. (ASAPS)

* Polizia Municipale Firenze
Istruttore 4x4

Giovedì, 19 Gennaio 2017
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